Gita 151 - 31 luglio 2011: Lago Retico (CH)

Siamo tornati, ci era rimasta in sospeso dall'anno scorso quando la bufera di neve (a metà settembre!) aveva costretto i prodi Curiosandi alla rinuncia.

Abbiamo aspettato la fine di luglio per evitare sorprese, stavolta la bella giornata ha fatto da degna cornice di questa splendida escursione.



Arriviamo al parcheggio all'Alpe Pradasca e stavolta non è vuoto, buon segno! Iniziamo l'ascesa e in breve raggiungiamo la Capanna Bovarina dove parte il sentiero per il lago. Attraversiamo la vallata e finalmente iniziamo la salita vera: ripida e senza soste, lo Stambecco Etneo come al solito ci precede mentre io e il Dorico ci concediamo un passo più rilassato e facciamo qualche foto.



Il solito "espertone del posto" (quello con il sorriso del rifugista!) risponde alla nostra ingenua domanda su quanto manca al lago: "Almeno tre quarti d'ora, tutti ripidi" E infatti dopo 10 minuti arriviamo...



Il lago (decisamente grande, non si riesce a fotografarlo tutto insieme) è su un pianoro spazzato dal vento: cerchiamo inutilmente un angolo riparato per il pranzo, io rimpiango di non avere i guanti di pile!

Come sempre il panino del Dorico genera frizzi, lazzi e un po' di invidia in tutti i viandanti: oggi spiedino di carne alla brace e salsiccia!



Infreddoliti riprendiamo la strada del ritorno, mentre Ciccio e il Dorico si infervorano su una discussione informatica (!); breve sosta alla Bovarina ad ammirare le bellezze del luogo (!) e via, a casa.

Alla prossima!

Gita 150 - 23 luglio 2011: da Sonvico alla Capanna Pairolo (CH)



E siamo arrivati a 150!

Purtroppo il meteo non ci ha fatto festeggiare adeguatamente: le previsioni davano temporali e pioggia è stata.
Quindi abbiamo scelto una meta non troppo lontana, a bassa quota e facile da raggiungere: da Sonvico alla Capanna Pairolo in val Colla, alle pendici dei Denti della Vecchia (una specie di Resegone svizzero...).
E' un giro ad anello che presenta diverse varianti, tant'è vero che al solito non abbiamo fatto il percorso suggerito (da qualche parte abbiamo sbagliato strada, ma ormai non ci facciamo più caso!)

Il leit motiv della giornata è stato il tentativo di ricordarci se e quando fossimo già stati da quelle parti: troppi particolari (della strada, dei panorami, dei paesi) ci colpivano come un deja-vu ma niente da fare, non ci veniva in mente. Solo il giorno successivo ci siamo ricordati: 14 novembre 2010, capanna San Lucio dalla Svizzera! Abbiamo dato la colpa alla nebbia di quel giorno invece che alla fallace memoria dell'età...

Comunque dopo un bel percorso nei boschi arriviamo alla Capanna: aperta e pronta per noi! Ci sediamo fuori e ordiniamo ma inizia a piovere e quindi entriamo dove una stufa ci riscalda piacevolmente (insieme ad una discussione su alcune bionde... ma è un'altra storia).



Non smette di piovere e al malincuore riprendiamo le mantelle e iniziamo la discesa, molto più breve. Arriviamo a Sonvico dove si sta svolgendo una cerimonia (battesimo, Matrimonio?), tutti bevono e mangiano: non riusciamo ad imbucarci, l'abbigliamento ci tradisce!

Alla prossima!

Gita 149 - 10 luglio 2011: Alpe di Cava e Lago (CH)

Siamo tornati sul luogo del delitto: l'altra volta, complice descrizione sbagliata del percorso, non siamo arrivati al laghetto. Ma ora conosciamo il posto: tanto per cominciare, portiamo la trek mobile molto piu' in alto e ci risparmiamo 600 mt di dislivello ripidissimi, nel bosco e senza visuale.
Lasciamo l'auto poco sotto l'Alpe Cava e in una mezz'ora arriviamo alla Capanna Cava, dove poi ci fermeremo per il pranzo;



imbocchiamo il sentiero (giusto, stavolta!) che sale ripido per 500 mt fino alla Forcarella di Lago e, appena mettiamo il naso al di la', vediamo il Laghetto sotto i nostri piedi.



Scendiamo fino al lago dove troviamo una capanna attrezzata: e' chiusa ma da notare dove tengono la chiave!



Risaliamo, superiamo di nuovo la Forcarella e arriviamo alla Capanna Cava: fa freddo, ci sono dei grossi nuvoloni e decidiamo di pranzare dentro al calduccio; fuori ci sono 12 gradi e dentro la stufa accesa da' piacere!
Ripartiamo in fretta perche' sta per piovere e in poco tempo arriviamo alla macchina. E' ancora presto, al Dorico viene in mente che "in un paese che inizia per G vicino a Biasca c'e' una chiesa con un Cristo Tricefalo".
Studio della cartina e optiamo per Giornico: scelta azzeccata ma ci sono addirittura 3 chiese, quale sara'? Decidiamo per quella piu' vecchia e indoviniamo: dietro l'altare c'e' il dipinto del Tricefalo.



Certo che il Dorico con la mantella rossa (fuori e' scoppiato un temporalone) sembra officiare la messa!

3 luglio 2011 - Traversata Tamaro - Lema (CH)



Gia' solo la parte logistica della gita avrebbe fatto impazzire di gioia il Dorico:
- in auto fino a Rivera
- funivia da Rivera all'Alpe Foppa (sotto il Tamaro)
- traversata Tamaro - Lema
- funivia Monte Lema - Miglieglia
- corsa speciale da Miglieglia a Rivera in autopostale
- da Rivera rientro in auto

Programma studiato nei dettagli per azzeccare tutte le coincidenze; il rischio e' perdere l'unica corsa dell'autopostale, ma ho trovato un'alternativa: da Migliegia corsa in autopostale fino a Lamone e da li' treno regionale fino a Rivera.

Comunque si parte: arrivo in cima alla funivia e inizia l'ascesa verso la Capanna Tamaro; e' ancora presto, la gente sta facendo colazione e ne approfitto per precederli: il percorso sara' assai affollato data la bella giornata di sole.



Arrivo alla base del Tamaro e mi accingo all'ascesa, e' ripida ma in poco tempo sono in cima. In realta' il percorso della Traversata non contempla la cima del Tamaro (taglia un po' piu' sotto) ma voglio godermi il panorama, una volta tanto!



Riparto e scendo dal Tamaro, incrocio il mio sentiero ma poco dopo lo abbandono: davanti a me si staglia il Monte Gradiccioli (alto quasi come il Tamaro), il sentiero ci gira intorno ma io voglio salire in cima, che diamine!



Foto di rito e riparto, e' quasi ora di pranzo, mi trovo un buon angolo riparato dal vento e mi fermo. Poco dopo mi accorgo che il pratone si e' riempito: tanta gente si e' fermata proprio li' per mangiare. Ma caspita, quanta gente c'e'...

Riprendo il cammino, d'ora in avanti sara' tutto in cresta e in piano; solo il sole a picco da' fastidio, non c'e' un filo d'ombra.

Arrivo finalmente al Monte Lema (100 metri piu' in alto, mannaggia!) e studio come funziona il ritorno in funivia: in un primo momento mi sembra non funzionare e mi manca il cuore, ma poi scopro che c'e' una corsa ogni mezz'ora. E' buffa: la funivia e' composta da 3 vagoncini da 8-10 post l'uno che viaggiano uno dietro l'altro, sembrano le macchinine dell'autoscontro.



A Miglieglia e' ancora presto: ho fatto una gran tirata per non perdere l'autobus ma ora che faccio? Vedo un Crotto e, pensando all'invidia del Dorico, mi siedo per una birra ristoratrice.
Una turista tedesca chiede ad un autoctono se si dice Tàmaro oppure Tamàro; la risposta è esilarante: "qui diciamo Tàmaro, su al nord dicono Tamàro". Questi svizzeri...

Alla prossima!
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