Gita 158 - 23 ottobre 2011: Capanna Buffalora in Val Calanca (CH)



Siamo tornati in Val Calanca, la meta è una Capanna quasi omonima del rifugio comasco.
Alla formazione base oggi si è aggregato Giorgio, che indossa un magnifico paio di scarponi nuovi fiammanti: abbagliano da quanto sono lucidi!

A Rossa lasciamo la macchina in uno spiazzo contrassegnato con la "P" ma ha degli strani segni sotto, non sono del tutto tranquillo: i cartelli stradali in Svizzera a volte mi lasciano perplesso. Li avevo anche cercati su Internet ma non riesco a ricordarmi tutte le possibili variazioni a memoria...

Siamo nei Grigioni e quindi non abbiamo trovato le indicazioni sui siti che di solito consultiamo; in più, qui la segnaletica gialla è sempre piuttosto scarsa (altro che in Ticino!), altre volte da queste parti ci siamo persi!
Comunque troviamo l'imbocco del sentiero e partiamo; si sale nel bosco, ci sono alcuni tratti ripidi seguiti da lunghi traversi, non si fa molta fatica.

Arriviamo all'Alpe Calvaresc da Sot, finalmente lo sguardo si apre e ammiriamo le cime innevate intorno a noi.



Saliamo a desra, sopra di noi ci sono dei larici completamente bianchi, non capiamo il perchè fino a che li raggiungiamo: la galaverna li ha ricoperti!



Eccoci alla Capanna, tutta in legno: per fortuna è ancora aperta ("E' l'ultimo giorno" ci dice la simpaticissima e cortesissima signora), per fortuna: all'aperto è assai freddo e l'idea di pranzare al calduccio ci ingolosisce!



Pranzo con Rosti, torta e birra grigionese, evvvai!

16 ottobre 2011 - Capanna Campo Tencia e lago Morghirolo (CH)



Ottobre ci ha regalato un'altra bellissima giornata di sole e senza nuvole, ma per la prima volta quest'anno sento che l'autunno è arrivato. Non solo per la temperatura improvvisamente più bassa (solo 6 gradi alla partenza, vicino allo zero su in cima), ma i colori e i profumi del bosco sono inequivocabili.



Poi, oggi i prati sono coperti di brina che il primo sole del mattino fa risplendere ma che non riesce a sciogliere.

Arrivo a Dalpe, il centro storico è sconvolto da lavori stradali: "e' così da più di un mese" si lamenta una signora; be', allora non succede solo da noi...
Lascio la macchina in un posteggio, le altre auto hanno i vetri gelati, altro indizio della stagione che cambia.

Inizio il cammino, prevedo 2 ore e mezza per la capanna, un'altra mezz'ora per il lago però l'aria frizzantina mi mette di buon umore e le ali ai piedi.
Il sentiero sale in un bosco, poi si apre in un grande spiazzo erboso, ci sono molte casette, vedo il fumo uscire dai camini e sento il profumo della legna che brucia.




Un cartello mi mette in guardia: chissà da cosa? Google Translate, aiuto!



Riparto, oltrepasso Polpiano e Piumogna, che imparo essere un "maggengo" (un'area a metà strada tra il villaggio e l'alpe); il sentiero sale ma abbastanza dolcemente, si immerge di nuovo nel bosco fino alla radura di Sognoi. Grosso modo sono a metà strada, ma da qui il sentiero diventa subito molto ripido, sale implacabile con diversi zig-zag.
A poco a poco emergo dal bosco, sono all'Alpe Caslina e la vallata si apre imponente, la vista è magnifica! Da lontano vedo la Capanna, un duecento metri sopra di me.







Percorro l'altipiano, attraverso 3 ponticelli fatti di sole assi, traballano e spero che mi reggano!



Ultimo strappo, sono sul lato all'ombra e qualche ruscello è ghiacciato. Finalmente sono alla Capanna: qui alcune persone stanno amabilmente chiacchierando fra loro godendosi il sole del tardo mattino. Parlano un dialetto piuttosto stretto che mi meraviglio di capire senza sforzo: chissà perchè faccio più fatica con alcune parlate lombarde che con il ticinese!



Dopo una breve sosta riparto, voglio arrivare al lago e pranzare la'; il sentiero non è ripido, solo che passa su grossi massi e devo fare attenzione a non perdere l'equilibrio.
Ecco il lago, finalmente: la vista è incomparabile, il silenzio è assoluto e me lo godo intensamente.
Mi sistemo su un grosso masso e affronto i miei panini, il sole mi scalda e sono addirittura in camicia.



Vorrei impigrirmi un po' ma il sole sta rapidamente scendendo dietro le creste in alto, fra poco ci sarà ombra e quindi freddo, mi rimetto in moto e mentre scendo cerco di imprimermi nella memoria questa bellissima vallata.
Ormai la stagione è troppo avanzata, ma l'anno prossimo voglio fare la traversata dal Tremorgio-Leit fino a qui: è sicuramente fattibile in una giornata.
Evvai!

Gita 157 - 9 ottobre 2011: Denti della Vecchia (CH)



Stavolta le previsioni ci hanno giocato un brutto scherzo: davano pioggia da Lugano in su e quindi abbiamo deciso di stare nel sud Ticino. I Denti della Vecchia ci incuriosivano e quindi si va. In realta' poi il tempo e' stato bello ovunque, accidenti!
Arriviamo a Sonvico, ci siamo stati qualche mese fa e quindi conosciamo bene la strada; vogliamo salire alla Capanna Pairolo dalla via piu' breve anche se e' piu' ripida. Arriviamo in vista del rifugio, c'e' il sole ma anche un forte vento, fa freddo e ci infiliamo i giubbotti. Saliamo ancora ed entriamo nel bosco: qui inizia il sentiero dei Denti che corre per tutta la lunghezza della montagna ai piedi dei vari picchi che compongono questa celebre cima.



Arrivati in fondo giriamo e prendiamo il sentiero italiano che corre dall'altra parte: e' decisamente meno battuto, tenuto male ma qui non c'e' vento, c'e' il sole e fa quasi caldo!
Si apre uno scorcio, vediamo il lago di Lugano e al di la' le prime cime tra cui riconosciamo il Sasso Gordona con la sua forma caratteristica; piu' a sinistra si ergono maestose le Grigne e oltre si intravede il Legnone.

Il sentiero ritorna alla Capanna dove ci fermiamo per scaldarci un po': all'interno un simpaticissimo signore suona la fisarmonica e canta, e molto bene anche!
Rimaniamo ad ascoltarlo un po', poi il rifugista ci porta un vassoio di castagne appena cotte sul fuoco, evviva!

Gita 156 - 2 ottobre 2011: a spasso sul Lucomagno (CH)



Un'altra bellissima giornata di sole ci accoglie, temperature miti e quasi estive.
Per la prima volta affrontiamo il Lucomagno e quindi a Olivone tiriamo diritto. Poco dopo una sbarra (alzata!) ci fa capire che in inverno il passo puo' essere chiuso; superiamo Acquacalda (dove in teoria avremmo dovuto parcheggiare) e ci fermiamo ad un ampio posteggio all'Alpe Casaccia.
Ci sono i parchimetri, ma un cartello ci avvisa che funzionano solo in inverno. Mah!

Partiamo ma facciamo fatica a trovare l'attacco del sentiero, le nostre indicazioni partivano piu' in basso... eccolo finalmente, dobbiamo solo attraversare un ruscello e ci siamo.



Il sentiero e' agevole e saliamo senza problemi, parte all'aperto e parte nel bosco; sembra ancora piena estate e siamo in ottobre!



Eccoci al dunque: il passo delle Colombe - nostra prima meta - lo intravediamo appena ma in compenso vediamo un sentiero ripidissimo davanti a noi. Ci mettiamo d'impegno e saliamo: finalmente siamo al passo, il panorama che ci si offre e' degno della fatica fatta.
Davanti a noi il maestoso Pizzo delle Colombe, dietro la vallata immensa e riusciamo a vedere l'Adula laggiu' in fondo.





Scolliniamo, c'e' un bel laghetto e alcune persone stanno pranzando sulle sue rive, ma non appena ci affacciamo sul lato opposto la vista che ci appare ci fa tremare le gambe; tanta bellezza offusca lo sguardo e ci emoziona.
Vediamo tutta la vallata verso il Passo dell'Uomo e ancora piu' giu' fino al lago Cadagno e la sua Capanna, nella zona del Ritom!



Non ci sono parole per descrivere tanta bellezza, ci fermiamo qualche minuto estasiati e io cerco di imprimermi questo panorama nella memoria...



Riprendiamo, ora sara' sempre in discesa; il sentiero e' largo e agevole e in breve raggiungiamo il Passo dell'Uomo.

Da qui in avanti siamo su una mulattiera sassosa e la vallata si restringe intorno a noi, poi iniziamo a intavedere il lago del Lucomagno con il caratteristico traliccio che emerge dalle acque.



Siamo al Passo del Lucomagno, fa decisamente caldo: 25° (se penso che la settimana successiva sarebbe sceso sotto zero...)

L'ultima parte del viaggio è sul sentiero che scende costeggiando la strada asfaltata ma poi per fortuna se ne allontata; abbiamo ancora modo di vedere le sorgenti del Brenno, con le acque che sgorgano direttamente dalla roccia.



Siamo arrivati, riprendiamo l'auto ma ci fermiamo a Olivone: stavolta il caseificio e' aperto e non ci lasciamo scappare l'acquisto del formaggio!
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