30 Settembre: La bassa Val Codera

Appuntamento: Sotto casa del ‘GRANDE CHENIO’ alle ore 08:30
( x info mail al ‘GRANDE CHENIO’ )
Andata: In auto, equipaggio nr 1, con Mario
Ritorno: In auto, equipaggio nr 1, con Mario
Pranzo: Al sacco, possibilità di frasca o caffè c/o a Codera: Osteria Alpina
Difficoltà: facile, circa 4 ore e 30 di cammino, dislivello: 600 m. circa, da Novate Mezzola (212 m.) a Codera ( 815 m.)

Programma di massima
:
Paesi senza strade in Val Codera da Novate Mezzola a Codera e San Giorgio

L'itinerario descritto è un anello che partendo da Novate Mezzola (frazione Mezzolpiano) porta in circa 2 ore e 30' a Codera, passa quindi sull'altro versante della valle per arrivare al villaggio San Giorgio e scendere poi al punto di partenza; in tutto circa 4 ore e 30' di cammino (più le eventuali soste). A Novate Mezzola si arriva in treno sulla linea Lecco/Colico/Chiavenna oppure in auto per la SS36 da Lecco. In tutti i casi dal paese bisogna portarsi alla frazione Mezzolpiano da cui parte il sentiero vero e proprio (dalla statale vedrete i vari segnavia del CAI che indicano i sentieri).

Il percorso: l'ampia mulattiera gradinata inizia subito a salire a tornanti, arrampicandosi con decisione sul pendio che stringe l'imbocco della valle e quasi la nasconde allo sguardo di chi proviene dal lago. E' la prima ora di cammino la più faticosa perchè si sale costantemente. Superato l'iniziale dislivello di circa 3-400 m. il sentiero prosegue più agevolmente con tranquilli numerosi saliscendi. Senza possibilità di sbagliare si avvistano le prime case di Codera dopo circa 2 ore e 30' (andando piano). Questo grazioso simpatico villaggio è forse l'unico in Lombardia che, pur non avendo collegamenti con la pianura (tramite strade o funivie), non si è ancora del tutto spopolato. Il lungo contrasto che ha opposto due opposte fazioni (coloro che volevano la strada e quelli che privilegiavano la salvaguardia dell'integrità della valle e delle sue peculiarità) non si è ancora risolto e resta aperto il problema di come mantenere in vita la valle pur rispettando il suo valore ambientale e umano. A Codera è attiva una piccola comunità, animata dalla Associazione degli Amici della Val Codera, che dà vita a numerose iniziative finalizzate a stimolare l'interesse per questa zona e sviluppare un turismo escursionistico consapevole e non di massa. Il piccolo e ben organizzato Museo Etnografico di Codera ricostruisce gli attrezzi e gli ambienti della vita quotidiana e dell'economia del passato. Per secoli l'attività economica principale è stata l'estrazione e la lavorazione della pietra: il picco più alto si raggiunse tra la fine dell'800 e i due decenni tra le guerre mondiali, arrivando a impiegare fino a 700 addetti nelle diverse cave; nel secondo dopoguerra l'uso del granito andò declinando a favore di materiali più economici e le cave chiusero causando il graduale spopolamento del paese nel corso degli anni '70. Resistono ancora però alcuni abitanti che risiedono a Codera quasi stabilmente, inoltre la locanda è aperta tutto l'anno. E' piacevole fare sosta pranzo a Codera e godersi la suggestione di questo piccolo borgo pensando che solo fino a pochi anni fa vi si svolgeva un tipo di vita, che ora ci sembra lontana anni luce.

Per proseguire nell'itinerario dovremo prendere il sentiero che dal paese scende al torrente Codera e l'attraversa; nel percorso verso San Giorgio alcuni punti sono veramente suggestivi: dove ad esempio il sentiero è incuneato sotto le rocce (foto nr.3) o dove passa sugli splendidi ponti in pietra (foto nr.4). Si oltrepassano diverse baite fino ad arrivare in meno di 2 ore nel bel villaggio di San Giorgio che appare placidamente adagiato su un ampia sella erbosa sottostante il monte Provinaccio. Le armoniose case di pietra sono ora per lo più seconde case di gente che abita a Novate Mezzola, e nell'insieme si nota la cura con cui sono state restaurate e il desiderio di salvaguardare la semplice bellezza di questo antico borgo. Una curiosità: presso il cimitero si trovano due notevoli massi avelli risalenti probabilmente al periodo romano (vedi sotto nota di approfondimento). La discesa al punto di partenza si effettua in circa 1 ora.

In Val Codera sono possibili numerosi altri itinerari che la percorrono in tutta la sua notevole lunghezza (fino al Rifugio Brasca) in un paesaggio che proseguendo si fa sempre più alpino.

Meteo:
http://www.arpalombardia.it/meteo/bollettini/bolmet.htm
Stato del cielo: sino alle 12 nuvolosità irregolare ed alta ovunque, con qualche addensamento su Appennino ed Alpi. Poi rapida attenuazione sino ad avere cielo poco nuvoloso ovunque dal tardo pomeriggio.
Precipitazioni: deboli isolate al mattino su Appennino.
Temperature: minime e massime in aumento.
Zero termico: in risalita nel corso della giornata sino a 3100 metri.
Venti: in pianura deboli variabili. In montagna moderati da sudovest al mattino, in indebolimento e rotazione da ovest nel pomeriggio.

Links utili:


http://www.passolento.it/schede_gite/codera.htm
http://www.popso.it/selettore.php?idCat=127&idGer=9&idRec=90&cdOp=estrazioneGerarchiaContenutohttp://www.popso.it/selettore.php?idCat=127&idGer=9&idRec=90&cdOp=estrazioneGerarchiaContenuto
http://www.valcodera.org (Associazione Amici della Val Codera )

Appunti di viaggio (Silvia): Omegna, Pettenasco, Orta, Gozzano


Ci troviamo a Garibaldi alle 8:40 e, dopo avere scoperto che il grande Chenio ci ha dato buca all'ultimo causa malattia da raffreddamento (sic!), partiamo col treno delle 9 per Domodossola e, viaggiando con le bici nel corridoio dello scompartimento perché il reparto bici è già pieno, arriviamo alla stazione di Verbania-Pallanza, vecchia conoscenza di altri giri sul Lago Maggiore (tra cui un lunghissimo giro in bici della parte settentrionale del lago -Luino-Pallanza- …quasi 100km!).

Grazie alla buona memoria di Salvo, prendiamo la statale che passa per Gravellona Toce e, dopo una lunga serie di centri commerciali e outlet che farebbero la gioia di qualsiasi patito dello shopping, arriviamo ad Omegna, all'estremità nord del Lago d'Orta, un paesino con un centro caratteristico ed antico, una bella chiesa romanica e un lungolago con un rispettabile monumento ai caduti e un bel panorama. Dopo un giretto e qualche scatto, prendiamo la piacevole strada che costeggia il lago da nord a sud sulla riva orientale e permette di ammirare begli scorci del lago e molte spiaggette private di ville.

Arriviamo nei pressi di Pettenasco dove Salvo ci mostra la passeggiata vicino al campeggio e il posto dove in una gita precedente lui e Canio avevano fatto il bagno (ora fa già troppo freschino per il bagno…): le acque di questo lago -quasi interamente balneabile- ci paiono veramente trasparenti e limpide..

Mangiamo in un baretto sulla riva del lago a Pettenasco per poi avere il tempo di visitare con calma Orta, dove ci dirigiamo subito dopo pranzo. La strada finora era abbastanza ondulata ma non pesante, anche se ora inizia a fare abbastanza caldo data l'ora e il sole..

Lungo la strada ammiriamo (oltre ad un bell'asinello che farebbe la gioia di Canio sia per le foto sia per un eventuale pranzo) la moresca Villa Crespi e passiamo vicino ad innumerevoli autobus di turisti che vengono a visitare Orta.

Arrivati nel centro di Orta, parcheggiamo le bici proprio nel lookout davanti all'isola di San Giulio e facciamo una "vasca" a piedi per il paese. Orta è davvero molto particolare, sembra proprio di tornare indietro nel tempo.. soprattutto la piazza principale è molto bella, così come la chiesa in alto alla gradinata e il giardino del Comune. E' anche un paese molto turistico (ci sono alcuni souvenir di dubbio gusto :-)) e affollato soprattutto di tedeschi ma cmq piacevole, almeno in questa stagione.

Dopo averlo visitato riprendiamo la strada lungo il lago, un po' spaventati dagli avvisi di Salvo sulle future salite, ma con un po' di affanno riusciamo ad arrivare a Gozzano, dove partirà il treno di ritorno.. siamo perfino in anticipo e facciamo quindi un giro per il paese, il centro è piccolissimo (una piazzetta con un bar e una cappelletta) ma c'è un complesso di un castello in posizione sopraelevata; del castello sono rimaste solo le mura, ma c'è una chiesa antica dove stanno battezzando dei bambini: pare che il paese sia tutto qui, carabinieri compresi, il resto delle strade è quasi vuoto..

Arrivati alla stazione, prendiamo un gelato in un pub vicino e partiamo in orario prendendo uno dei pochi treni che passano per questa linea (17:07); l'unico cambiamento di programma avviene a Novara, dove, al posto del sovraffollato treno proveniente da Torino previsto dal programma di Canio, saliamo su un altro trenino semivuoto, che arriverà solo 10 minuti dopo a Lancetti.

23 Settembre: Cicloturistica lago d'Orta

Ritrovo: Biglietteria Garibaldi F.S. 08:45
Andata: Treno 09:00 Verbania-Pallanza 10:42
Ritorno: vedi sotto (cmq prima delle 2 di notte!)
Pranzo: Trattoria/ristorante
( dettagli )
Itinerio: Omegna , Pettenasco ( possibilità bagno ), Orta San Giulio, Gozzano ( da decidere in loco eventuale variante per Sesto Calende passando per Borgomanero, Gattico )
Programma di Massima:
L'idea era di fare Verbania-Gozzano sicuramente, di tornare da Gozzano se si riesce a prendere lì il treno delle 17:07 e se non è troppo presto. Se non si prende quel treno (e/o se abbiamo ancora tempo/forze) andiamo fino a Sesto Calende.
Questo perchè mi diceva Canio che per Arona ci sono delle salite.
( dettagli )

Appunti di viaggio: Ancona 15 Settembre 2007

All'ultimo momento ho deciso di passare Il fine settimana nella Dorica, invio una mail agli amici per avvisarli e passo alla ricerca del biglietto del treno.
Mi collego ad Internet, sito delle FS per la prenotazione e non trovo alcun problema per il treno delle 16:05 del 20070914 mentre, come al solito nessun posto sull'Eurostar delle 19:18 di domenica\, mi tocca ripiegare sull'IC Plus, ma al momento la fase biglietti è conclusa, si parte.
Venerdì mi reco in stazione e salgo sul mio treno, anche questo un IC Plus destinazione Pescara.
Partito il treno, ho un turbamento, mi sembra di aver fatto un viaggio nella macchina del tempo, infatti.
Nel mio scompartimento ci sono due suore, l'età ve la risparmio, sommata arriveremmo ai moti carbonari di Ciro Menotti; un militare in divisa, dalle mostrine e dal fregio del basco, mi sembra appartenere ai reparti della sanità; poi due ragazze, e qui nulla da dichiarare; a questo punto mi affaccio nel corridoio, mi aspettavo di trovare una famiglia di emigranti che rientrano dal Belgio con le loro belle valigie legate con lo spago, invece trovo il corridoio con soli posti in piedi e delle persone di colore, che anche se non svolgono l'attività di 'vu' cumprà' hanno sempre innumerevoli buste di plastica al seguito.
Insomma, per farla breve, con qualche aggiornamento, mi sembrava di aver preso uno di quei begli espressi di tanti anni fa!!!
Il viaggio prosegue tranquillo, il militare scende e al suo posto sale una bella bionda, direi che poteva tranquillamente effettuare la controfigura di Charlize Theron, Vedi Foto 1), che vi devo dire, vestita in modo non appariscente, jeans e giubbino stretto in vita verde pistacchio, ma aveva un bel paio di sandali infradito, con i nastrini impreziositi da delle perline, che mettevano in risalto un bel piede chiaro.
Qui so bene che scatenerò i commenti delle mie amiche Roberta ed Antonella, ma il piede ha avuto l'effetto di far scaturire un sogno lussurioso, non so bene, ma sarà stata la stazza, viaggiavamo sul 41,5 / 42, ma aveva un che di sexy!
Al culmine del sonno lussurioso, la bionda è scesa ed al suo posto, sempre per rimanere in fase di sosia, si è seduto Robin Williams, a questo punto mi sono svegliato!
Finito il viaggio senza altri sussulti passiamo ad altro.

Il sabato lo dedico al controllo dei nuovi lavori al Parco del Cardeto, anche perché sono sicuro che le mie amiche Roberta ed Antonella, mi chiederanno se ci sono aggiornamenti.


http://www.parcodelcardeto.it/

Lavori nuovi non ce ne sono, ma ho l'occasione di passeggiare nel vecchio Cimitero Ebraico, dove da bambino giocavo al calcio con gli amici e riprendere il mitico terreno di gioco e le postazioni del pubblico


A proposito il vecchio Cimitero Ebraico, da noi chiamato familiarmente il Campo degli Ebrei o più semplicemente il Campo, è abbandonato dalla fine dell'Ottocento e non abbiamo mai incontrato nessun Golem di sorta, quindi state tranquilli, tutto sotto controllo!


Sera di sabato dedicata alla Notte Bianca, varie le manifestazioni organizzate, ma noi ci concentriamo sulla lettura di alcuni passi dell'iliade, e, poi un concerto Rock, di cui purtroppo non ricordo il gruppo, ma il mio stomaco ricorda molto bene il loro basso!!!
Per approfondire:
L'Iliade narra le vicende di un breve episodio della storia della guerra di Troia, quello dell'ira dell'eroe Achille, di fatto protagonista assoluto del poema.
Il pubblico alla lettura dell'Iliade, è mediamente di età elevata, mentre al concerto viaggiamo sui 20/25 anni, evidentemente studenti iscritti alle varie facoltà universitarie della dorica.
Bene, dopo una bella tirata notturna arriviamo alla domenica, per motivi vari mi perdo la giornata di mare, il tempo lo permetteva, e mi dedico ad un giro, sempre al Parco del Cardeto lato Vecchio Faro, anche perché sono sicuro che le mie amiche Roberta ed Antonella, mi chiederanno se ci sono aggiornamenti.


http://www.comune.ancona.it/cardeto/

Niente di nuovo, solo che scopro che domenica 20070923 ci sarà un'inaugurazione del Parco e della musealizzazione del sito del campo degli Ebrei, siamo sempre avanti!

Ormai il fine settimana è alla frutta, mi accompagna in stazione Max, ho il brivido di percorrere il Corso Stamira secondo la nuova rivoluzione viaria inaugurata lo scorso luglio, solo i dorici mi possono comprendere, spero che qualcuno mi aiuti in questo arduo compito.

Il treno nasce dalla Dorica e non ci sono problemi di posto, anche se per la strada si riempie completamente con un continuo sali e scendi di viaggiatori.
Ho anche la 'fortuna' di viaggiare con una ragazza che salita a Cattolica, sostiene una chiacchierata telefonica col ragazzo fino a Milano, alla fine il mio vicino ed io non ne potevamo più!
Per tutto il tempo ci siamo dovuti sorbire: 'il tempo passa velocemente parlando al telefono con te, amore'; 'ma quando mi hai invitata a ballare, cosa pensavi, amore'; 'che dici, ti piace il nome Gabriele, amore'; 'ma è vero che quando mi hai invitata a ballare hai detto, che così ballavi con la ragazza più bella, amore'.
Vi devo confessare che è stata molto dura, non tanto per 'amore' ma perché farsi quattro ore di viaggio con una che non ha mai smesso di parlare è una tragedia!
Per finire, all'arrivo a Milano, cielo nuvoloso e pioggia!
Dimenticavo, vi lascio una piccola Chicca, ecco svelato un arcano che a qualcuno di voi arrovellava la mente.


Ciao ed alla prossima,Currenti calamo!

Chenio
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