Piaccia al nostro fedele ed affezionato pubblico adito, contrariis reiectis, leggere la cronaca della giornata sul blog del caro Lorenz:
http://lorenz59.blogspot.com/2009/03/girovagando-in-val-dintelvi-15032009.html
Alla prossima!
Mario
8 Marzo 2009 - Alle pendici del Palanzone, nella neve fino alle ginocchia!
Bellissima giornata di sole (e mi sono, al solito, scottato il naso...) ma enorme sfacchinata: 7 ore di cammino faticosissimo nella neve, a volte cosi' compatta che non ci entrava lo scarpone, a volte cosi' scivolosa da rischiare l'osso del collo!.
Ritrovo con Maurizio e Antonella davanti alla funicolare di Como: arriviamo un po' un ritardo e cosi' perdiamo la corsa delle 9.30. Pazienza: recuperiamo perche' a Brunate c'e' la navetta per la capanna CAO che ci aspetta e cosi' saliamo a bordo. Salvo chiacchiera incessantemente con l'autista (ma non era vietato?), mentre Antonella fa amicizia con Nando (vecchia conoscenza di Maurizio...) e il suo cagnolino.
Finalmente iniziamo a camminare: ma con sorpresa subito dopo la baita Carla siamo immersi in un panorama bianchissimo ed accecante, neve ovunque e arranchiamo faticosamente.


La bella giornata ci accompagna e, guidati dal prode Maurizio, scaliamo in sequenza il monte Boletto e il Bolettone, da cui si ammira una vista magnifica. Per la prima volta in vita mia posso ammirare tutto l'arco alpino, dal Monviso al Rosa, al Cervino, i monto della sponda occidentale del lago, il Legnone, le Grigne e il Resegone e poi via via verso est a perdita d'occhio: incommensurabile!


Proseguiamo di cresta in cresta e verso l'una arriviamo alla Capanna Mara dove speriamo di rifocillarci: ahime', e' piena come un uovo dentro, fuori e c'e' gente in coda per entrare... desisitiamo e, dopo breve consulto, si decide di proseguire verso la Baita Riella (gia' provata l'anno scorso). Ancora 40 minuti nella neve ma finalmente arriviamo, e vai con la polenta oncia!
Qui incontriamo "l'intellettuale": una bella ragazza mora tutta sola che ordina un quarto di rosso e polenta oncia, ma resta tutto il tempo immersa nella lettura di un libro sottolineando e prendendo appunti. Grande disappunto di Canio: non solo non dedica la meritata attenzione al pranzo distraendosi con lo studio, ma avanza sia il vino che la polenta! ("nun se fa cusci'", mormora il Nostro...).
Mentre Mau e Antonella riprendono subito la via del ritorno per problemi di orario, noi indugiamo un altro po' al calduccio del caminetto ma si sta facendo tardi: abbiamo quasi 3 ore di cammino davanti e rischiamo di non arrivare prima del buio.
Partiamo e, invece del sentiero dell'andata, prendiamo il cosiddetto "sentiero dei faggi": purtroppo e' tutto in ombra, la neve e' ghiacciata e scivolosa, rischiamo diverse volte di precipitare nello sbalanco al nostro fianco.
Con Salvo che tira l'andatura (sembra un bersagliere in parata), io e Canio gli arranchiamo dietro e faticosamente raggiungiamo la partenza della navetta: sta facendo buio ma siamo arrivati sani e salvi.

Quindi pullman, funicolare e scarpinata per Como fino alla macchina. Non contenti, sbagliamo due volte l'ingresso dell'autostrada e alle 21.00 siamo ancora in giro!!!
Alla prossima!
Mario
Ritrovo con Maurizio e Antonella davanti alla funicolare di Como: arriviamo un po' un ritardo e cosi' perdiamo la corsa delle 9.30. Pazienza: recuperiamo perche' a Brunate c'e' la navetta per la capanna CAO che ci aspetta e cosi' saliamo a bordo. Salvo chiacchiera incessantemente con l'autista (ma non era vietato?), mentre Antonella fa amicizia con Nando (vecchia conoscenza di Maurizio...) e il suo cagnolino.
Finalmente iniziamo a camminare: ma con sorpresa subito dopo la baita Carla siamo immersi in un panorama bianchissimo ed accecante, neve ovunque e arranchiamo faticosamente.


La bella giornata ci accompagna e, guidati dal prode Maurizio, scaliamo in sequenza il monte Boletto e il Bolettone, da cui si ammira una vista magnifica. Per la prima volta in vita mia posso ammirare tutto l'arco alpino, dal Monviso al Rosa, al Cervino, i monto della sponda occidentale del lago, il Legnone, le Grigne e il Resegone e poi via via verso est a perdita d'occhio: incommensurabile!


Proseguiamo di cresta in cresta e verso l'una arriviamo alla Capanna Mara dove speriamo di rifocillarci: ahime', e' piena come un uovo dentro, fuori e c'e' gente in coda per entrare... desisitiamo e, dopo breve consulto, si decide di proseguire verso la Baita Riella (gia' provata l'anno scorso). Ancora 40 minuti nella neve ma finalmente arriviamo, e vai con la polenta oncia!
Qui incontriamo "l'intellettuale": una bella ragazza mora tutta sola che ordina un quarto di rosso e polenta oncia, ma resta tutto il tempo immersa nella lettura di un libro sottolineando e prendendo appunti. Grande disappunto di Canio: non solo non dedica la meritata attenzione al pranzo distraendosi con lo studio, ma avanza sia il vino che la polenta! ("nun se fa cusci'", mormora il Nostro...).
Mentre Mau e Antonella riprendono subito la via del ritorno per problemi di orario, noi indugiamo un altro po' al calduccio del caminetto ma si sta facendo tardi: abbiamo quasi 3 ore di cammino davanti e rischiamo di non arrivare prima del buio.
Partiamo e, invece del sentiero dell'andata, prendiamo il cosiddetto "sentiero dei faggi": purtroppo e' tutto in ombra, la neve e' ghiacciata e scivolosa, rischiamo diverse volte di precipitare nello sbalanco al nostro fianco.
Con Salvo che tira l'andatura (sembra un bersagliere in parata), io e Canio gli arranchiamo dietro e faticosamente raggiungiamo la partenza della navetta: sta facendo buio ma siamo arrivati sani e salvi.

Quindi pullman, funicolare e scarpinata per Como fino alla macchina. Non contenti, sbagliamo due volte l'ingresso dell'autostrada e alle 21.00 siamo ancora in giro!!!
Alla prossima!
Mario
GITA 1 MARZO 2009 - SUPPORTO FOTOGRAFICO
Ragazzi,
il precedente post è privo di supporto fotografici.
Purtroppo non ho capito perchè Mariettonostro non abbia inserito alcuna fotografia.
A questo punto metto a disposizione del fedele ed affezionato pubblico alcune foto scattate dal sottoscritto.
Non ritraggono i punti salienti citati nel post relativo alla gita, ma riportano altre 'vedute' di vita vissuta.
il precedente post è privo di supporto fotografici.
Purtroppo non ho capito perchè Mariettonostro non abbia inserito alcuna fotografia.
A questo punto metto a disposizione del fedele ed affezionato pubblico alcune foto scattate dal sottoscritto.
Non ritraggono i punti salienti citati nel post relativo alla gita, ma riportano altre 'vedute' di vita vissuta.Come in questo caso la lapide che ricorda la vittoria della guerra 1915-18.
Per le vie di Orino, sotto una fastidiosa pioggerellina stile anglosassone.
Il lavatoio della memoria, Mariettonostro ci ha detto che era lo stesso utilizzato quella volta .

Monumento sulla piazza principale di Orino, insomma dauntaun Orino!
Per le vie di Orino, sotto una fastidiosa pioggerellina stile anglosassone.
Il lavatoio della memoria, Mariettonostro ci ha detto che era lo stesso utilizzato quella volta .
Monumento sulla piazza principale di Orino, insomma dauntaun Orino!
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Piazza della Vittoria
1 Marzo 2009 - I sentieri dell'infanzia
Giornata piovosa e poco adatta ad immortalare la passeggiata nei boschi del Varesotto, luoghi della memoria per il prode Marietto che vi trascorreva le vacanze piu' di 40 anni fa.
Scendiamo dal trenino delle Nord a Cocquio Trevisago e ci incamminiamo per mulattiere acciottolate che salgono dolcemente verso S. Anna di Caldana, poi attraversiamo il bosco di Cerro (la trattoria dei Cacciatori, unica in provincia a vendere la mitica cedrata, non esiste piu') e infine giungiamo ad Orino dalla parte del campo sportivo, rimasto immutato.
Breve passeggiata del ricordo nelle anguste stradine del paese e foto di prammatica davanti ai luoghi conosciuti: la casa delle vacanze, la vicina villa, la casa del fattore, il fienile (ora e' una bella palazzina a due piani), il lavatoio, il Circolo, la piazza della chiesa, l'oratorio, il macellaio, il panettiere, la pasticceria (non esiste piu').
Cerchiamo un posto per il pranzo: abbiamo i panini ma la pioggia non desiste e optiamo per una trattoria; purtroppo il ristorante Belvedere e' chiuso da tempo, saliamo al crotto Gesiola ma e' chiuso pure questo.
Scendiamo ad Azzio e qui troviamo una trattoria ma la domenica non lavora. Proseguiamo fino ad una frazione di Cuvio e finalmente un ristorante aperto (con annessa ostessa triste!).
Dopo pranzo riprendiamo la marcia in discesa fino alla vicina villa Bozzolo a Casalzuigno dove terminerebbe il nostro itinerario. E' presto, e decidiamo cosi' di proseguire fino a Cittiglio seguento il percorso 3V che attraversa diverse frazioni sempre rimanendo nei boschi.
Arriviamo giusto in tempo per il treno, ma il biglietto di Mario e' fradicio e non si riesce ad obliterare: pene draconiane per i trasgressori, minaccia un cartello in stazione!
Ma il capostazione non si perde d'animo: lo appoggia su una stufetta elettrica che, approfittando del ritardo del treno, lo asciuga perfettamente e ci consente di rientrare tranquillamente fino a casa.
Alla prossima!
Mario
Scendiamo dal trenino delle Nord a Cocquio Trevisago e ci incamminiamo per mulattiere acciottolate che salgono dolcemente verso S. Anna di Caldana, poi attraversiamo il bosco di Cerro (la trattoria dei Cacciatori, unica in provincia a vendere la mitica cedrata, non esiste piu') e infine giungiamo ad Orino dalla parte del campo sportivo, rimasto immutato.
Breve passeggiata del ricordo nelle anguste stradine del paese e foto di prammatica davanti ai luoghi conosciuti: la casa delle vacanze, la vicina villa, la casa del fattore, il fienile (ora e' una bella palazzina a due piani), il lavatoio, il Circolo, la piazza della chiesa, l'oratorio, il macellaio, il panettiere, la pasticceria (non esiste piu').
Cerchiamo un posto per il pranzo: abbiamo i panini ma la pioggia non desiste e optiamo per una trattoria; purtroppo il ristorante Belvedere e' chiuso da tempo, saliamo al crotto Gesiola ma e' chiuso pure questo.
Scendiamo ad Azzio e qui troviamo una trattoria ma la domenica non lavora. Proseguiamo fino ad una frazione di Cuvio e finalmente un ristorante aperto (con annessa ostessa triste!).
Dopo pranzo riprendiamo la marcia in discesa fino alla vicina villa Bozzolo a Casalzuigno dove terminerebbe il nostro itinerario. E' presto, e decidiamo cosi' di proseguire fino a Cittiglio seguento il percorso 3V che attraversa diverse frazioni sempre rimanendo nei boschi.
Arriviamo giusto in tempo per il treno, ma il biglietto di Mario e' fradicio e non si riesce ad obliterare: pene draconiane per i trasgressori, minaccia un cartello in stazione!
Ma il capostazione non si perde d'animo: lo appoggia su una stufetta elettrica che, approfittando del ritardo del treno, lo asciuga perfettamente e ci consente di rientrare tranquillamente fino a casa.
Alla prossima!
Mario
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