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DOMENICA 19 APRILE 2009 - MONTE TREMEZZO E DINTORNI

Con un po' di ritardo ecco uno scarno resoconto della gita sul Lago di Como.
Partenza con le trek mobile II° e con un po' di spinte arriviamo in altura, nel senso che non ci fermiamo a Pigra ma proseguiamo fino al Rifugio Boffarola, dove parcheggiamo l'auto.
Da qui parte la gita, la neve è ancora bella presente, infatti dopo un po' troviamo alberi sradicati e passaggi innevati.

Chiaramente il rifugio è chiuso, noi continuiamo fino al Monte Tremezzo, passando per la strada militare della Linea Cadorna.


Il sentiero è nascosto dalla neve, quindi optiamo per il percorso 'delle capre' per raggiungere la vetta del Tremezzo, poi , dobbiamo rinunciare a raggiungere il Crocione, vetta che ci ha visti protagonisti in una gita dello scorso anno.

Insomma, una cima per volta!!!!

Rientriamo al rifugio Venini, dove consumiamo il pasto prima di ascendere alla cima del Monte Galbiga.

La cima del Galbiga è vermente molto bella, c'è un bellissimo balcone attrezzato che spazia sui quattro laghi: Lago di Como, Lago di Mezzola, Lago di Piano e Lago di Lugano; una vista da inconiciare!
Ci siamo, ormai abbiamo 'fatto' tutto quello che dovevamo, non ci resta che rientrare, giusto in tempo per arrivare all'auto prima dell'inizio del temporale.

Dimenticavo, la pioggia ci accompagnerà fino a Milano!!!



ciaoo

19 Ottobre 2008 - Ossuccio-San Benedetto-rifugio Boffalora

Una bellissima giornata di sole ottobrino ci ha accompagnati in questa uscita trekking sui monti di Ossuccio: Canio questa non se la doveva perdere...
Raggiunto Ossuccio, parcheggiamo nella parte alta del paese vicino alla trattoria "Riposa" che e' un bel incominciare!
Qui parte una larga mulattiera che costeggia delle belle cappelle intitolate alle stazioni della via Crucis: Canio questa non se la doveva perdere...
In breve arriviamo alla prima tappa: il Santuario della B.V. del Soccorso che visitiamo in fretta perche' sta iniziando la Messa.



Proseguiamo e imbocchiamo il sentiero per San Benedetto: in poco piu' di un'ora all'interno di uno stupendo bosco di castagni arriviamo all'abbazia benedettina, costruita addirittura nel 1083: Canio questa non se la doveva perdere...



Foto di rito e scopriamo con piacere che da qui parte un sentiero per il rifugio Boffalora - meta di precedente escursione ma quella volta sotto una fitta pioggia e altrettanta nebbia. Decidiamo di intraprendere l'escursione: abbiamo gia' fatto 700 m. di dislivello, dobbiamo farne altri 350 ma la prospettiva del pranzo con polenta ci fa aumentare l'andatura: Canio questa non se la doveva perdere...





Il sentiero e' ripido, scosceso e in un paio di tratti assai pericoloso e bagnato, al rifugio ci spiegheranno il motivo: "aier sira hin scapaa quater gut" ci dicono. Salvo ha un punto interrogativo in faccia ma non commenta.
Arriviamo al rifugio dove per mangiare vogliono sapere come ci chiamiamo (chissa' perche'...), poi troviamo il nome scritto a biro sulla tovaglia: sara' un'abitudine del posto??? Canio questa non se la doveva perdere...
Qui ordiniamo polenta oncia (Salvo), antipasto caldo con salamini e mortadella e polenta con vitello e funghi (io); Salvo vorrebbe anche i pizzoccheri ma pare ci siano per tutti gli altri commensali tranne che per lui ("sono finiti") e qui esterna l'ormai famoso stato d'animo a ostrica. Comunque e' tutto molto buono: Canio questa non se la doveva perdere...
Riprendiamo il cammino e seguendo una bella mulattiera a ciottoli in un'oretta arriviamo al punto di partenza dove la Trek Mobile ci aspetta.
Dimenticavo: beviamo un caffe' e qui Salvo incontra un collega di lavoro, e subito iniziano a parlare di applicazioni Java, di codice sorgente ecc. Questi informatici!
Canio questa non se la doveva perdere...
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