GITA IN BICICLETTA 15 AGOSTO 2008 - FERRAGOSTO

Da Peschiera del Garda a Brescia

Ritrovo: h 08:00 Biglietteria Stazione Centrale Milano
Treno
Andata Milano Peschiera del Garda
08:15 MI C.LE MI LAMB 09:49 PESCH G
Ritorno
Brescia Milano
18:37 BRESCIA 19:45 MI C.LE MI LAMB
19:37 BRESCIA 20:40 MI C.LE MI LAMB
Percorso
Pianeggiante.
Distanza ca 70 Km
Pranzo
Vediamo lungo la strada

Dettagli
1- Da Peschiera del Garda a San Martino della Battagliadal km 0 al km 27

Dagli spalti poderosi del porto lacuale di Peschiera del Garda scendiamo lungo il fiume Mincio e raggiungiamo Monzambano, paese dominato dal castello. I dolci saliscendi delle colline moreniche ci accompagnano all’incanto di Castellaro Lagusello, cinto da mura medievali. A Pozzolengo il primo castello fu eretto oltre mille anni fa a difesa dalle scorrerie degli Ungari. Tra i vigneti si arriva alla torre di San Martino, che ricorda le vittime della guerra del 1859.Dalla stazione ferroviaria di PESCHIERA DEL GARDA ci dirigiamo verso il centro, che attraversiamo per uscire dal ponte di porta Brescia. Di qui prendiamo a des. e dopo 100 mt svoltiamo a sin. (direz. Ponti sul Mincio) per la strada in salita che sovrapassa la linea ferroviaria. Subito dopo il ponte sulla ferrovia, si scende a sin. (via Nencioni) e si arriva al fiume, appena sotto il ponte ferroviario. Qui è il cartello d’inizio della ciclopedonale Peschiera-Mantova. Si prosegue mantenendosi sulla riva des. del Mincio (Parco del Mincio), aggirando eventuali sbarre che dissuadono l’accesso delle vetture. S’incontra la centrale elettrica di Salionze e pedalando sulla diga si passa sulla riva sin., che si raggiunge percorrendo un breve tratto sterrato (circa 200 mt) tra gli alberi. Arriviamo così al ponte sul Mincio di Monzambano. Prima di prendere il ponte notiamo un cippo con croce che ricorda i 16 morti nel naufragio di un traghetto (1750). Dopo il ponte e dopo il ponticello sul canale Virgilio inizia la salita che aggira a sud il centro dell’abitato. Alla rotonda notiamo una freccia che indica la salita per il castello*. Noi prendiamo la strada a sin. (strada Volta) in salita che ci porta ad incrociare la s.p.19. La attraversiamo per imboccare la strada dirimpetto (indicaz. Castellaro Lagusello), che è in dolce salita fino circa alla località Perini , dove ignoriamo una strada asfaltata verso sin. (sbuca poco a sud di Castellaro). Noi proseguiamo dritti fino a incrociare, in corrispondenza di una santella, la s.p.18 , che attraversiamo continuando fino a Castellaro Lagusello: arriviamo in piazza Gen. Orlando , distante 200 mt dalla porta che dà accesso alla cinta muraria* medievale. Da piazza Gen. Orlando prendiamo a des. e dopo 100 mt ancora a des. in salita con direz. Pozzolengo per la strada Moscatello, che coincide poco dopo con la s.p.18. Al bivio seguiamo l’indicaz. Pozzolengo svoltando a sin. in breve salita. Il ponticello sul Redone Superiore segna il passaggio nella provincia di Brescia . Si sale a Pozzolengo e al primo incrocio si prende a des. (di qui si può fare un diversione al castello*, distante circa 600 mt) seguendo le indicaz. autostrada e lago di Garda, che ci portano a passare davanti alla Parrocchiale e a imboccare via Mazzini e poi via Marconi. Davanti al cimitero prendiamo a sin. (indicaz. Desenzano e Sirmione) e, al bivio che incontriamo dopo 400 mt, proseguiamo dritti in salita per la strada della Roveglia (indicaz. Sirmione). La abbandoniamo per prendere a sin. (indicaz. San Giacomo e Vestona) una strada in discesa. Dopo un km circa svoltiamo a des., tocchiamo la cascina Ceresa e poi la cascina Cobue e ci presentiamo all’attraversamento della s.p 13 (via dei Colli Storici). Dopo aver incontrato sulla sin. la cascina Ortaglia (lapide sui combattimenti del 24 giugno 1859) e sulla des. l’Ossario, raggiungiamo la Torre* di San Martino della Battaglia.

2- Da San Martino della Battaglia a Molinetto di Mazzanodal km 27 al km 56

Antichi affreschi nella chiesa di San Zeno a Rivoltella. Si lascia Desenzano arrampicandosi su colline dal cui crinale si domina il Garda e si comincia a inanellare i frammenti della strada romana, oggi nascosta da ignare vie di campagna, che dall’abbazia di Maguzzano scavalca le colline moreniche e si affaccia sulla pianura, incontrando sul fiume Chiese la pieve romanica di Pontenove con accanto il romantico ponte settecentesco.
Accanto alla torre di San Martino della Battaglia - oltre a un’area per pic nic - troviamo un cartellone che illustra gli “Itinerari del Garda”. Li abbiamo incontrati da Pozzolengo e ancora li incontreremo verso Desenzano. Prendiamo la strada in discesa verso nord, che ci porta a un bivio. Prendiamo a des.: scavalchiamo l’autostrada A4 e andiamo a costeggiare la ferrovia Milano-Venezia. Dopo il cavalcavia sulla Tangenziale del Garda, incroceremo una strada che prendiamo a des. (indicaz. Rivoltella) sottopassando la ferrovia. Dopo 200 mt svoltiamo a sin. in via Venezia e arriviamo in via Prato Maggiore, che imbocchiamo verso des. percorrendola per 250 mt. Poi svoltiamo a sin. in una strada in salita che ci porta a un parco pubblico: ne percorriamo un vialetto e all’uscita opposta prendiamo a sin. il viale di cipressi che porta, dopo aver nuovamente sottopassato la ferrovia, al cimitero di Rivoltella. Prendiamo a des., superiamo la chiesa di San Zeno (affreschi medievali*). La strada diventa sterrata e ci porta a incrociare la strada che scende dal cavalcavia sulla Tangenziale del Garda . La prendiamo verso des. Quando riprende l’asfalto (chi volesse raggiungere la stazione di DESENZANO DEL GARDA, distante 900 mt, può imboccare sulla destra via C.Porta) subito facciamo una curva a des. Dopo 500 mt faremo una doppia curva (sin.des.) per non “invadere” alcune case. La strada si allarga attraversando una zona prima artigianale e poi residenziale. Dopo un gomito a sin., svoltiamo a des. in via Monte Baldo, che ci conduce a prendere verso sin. via Mezzocolle . Passiamo sotto il grande cavalcavia ferroviario (dopo il quale potremmo raggiungere la stazione in 600 mt salendo a des. per via Irta) e proseguiamo per via Mezzocolle fino a incrociare via Marconi, ovvero la s.s. 11 . Ne percorriamo 100 mt verso sin. e al semaforo prendiamo a des. via Gramsci per 150 mt, dopo di che svoltiamo a sin. in viale Rimembranze. Passiamo un ponte e ci troviamo in una breve ma erta salita che effettua due curve (des.sin.), dopo le quali prendiamo uno sterrato a des. Dopo 250 mt a un incrocio voltiamo a des. (indicaz. Pusonaro) e godiamo di un ampio panorama* sul lago di Garda. Più oltre scendiamo attraversando un bosco, ritroviamo l’asfalto e dopo 200 mt la strada del Monte Corno, che prendiamo a sin. per svoltare dopo 100 mt nuovamente a sin. in una stradina. A una curva a sin. finisce l’asfalto. Prendiamo a des. una breve accidentata discesa, superiamo un ponticello e subito dopo ancora a des. per attraversare un verde boschetto lungo un piccolo corso d’acqua. Sbuchiamo a Maguzzano lungo il muro dell’Abbazia (chiostro rinascimentale*), svoltiamo a sin. - finisce lo sterrato - per raggiungerne l’ingresso, quindi prendiamo a des. la strada che porta al Lido di Lonato e la percorriamo per 500 mt fino a svoltare a sin. in via Breda: 800 mt di salita e siamo a Barcuzzi. Attraversiamo la s.p. 25 e prendiamo di fronte via Benaco. Dove questa fa un tornante (via S.Anna) proseguiamo dritti su sterrato. Dopo 170 mt, a un bivio, saliamo a des., superiamo un’incrocio con altre strade sterrate e proseguiamo dritti fino a Sedena. Al termine dello sterrato prendiamo a sin. via Reparè, poi subito a des., passiamo accanto alla chiesa e prendiamo a des. la s.p. 78 percorrendone su pista ciclabile 300 mt e svoltando a sin. in via dei Chiappini , sterrata, che ci porta ad attraversare la s.p. 28 per prendere la strada di fronte (un po’ spostata a des.) costeggiare una villa rurale, riprendere lo sterrato e raggiungere un incrocio tra cinque strade dove ricomincia l’asfalto. Superiamo le poche case di Bagatte e all’incrocio prendiamo a sin. Dopo il ponte sulla Roggia Lonata svoltiamo a des. su sterrato e la costeggiamo per 500 mt, uscendo poco più avanti a Salago, dove prendiamo verso sin. la strada (asfaltata) per Molinetto. Dopo 100 mt passiamo davanti alla centrale idroelettrica (kw 640) azionata da acque di roggia con una cascata di 7 mt. Proseguiamo fino a trovarci a Pontenove, sul fiume Chiese, passando sul ponte* settecentesco con edicola. Poco distante è la piccola pieve* romanica, con accanto gli scavi archeologici del battistero. Proseguiamo dritti per la nostra strada che ci porta a Molinetto, all’incrocio semaforico con la s.p. 4.

3 - Da Molinetto all'Abbazia di Rodengodal km 56 al km 87 (ci fermiamo a Brescia)

Col marmo delle colline a est di Brescia sono costruiti molti monumenti in città, ma anche altrove, come a Roma l’Altare della Patria. Brescia mostra anche al rapido passante le tracce della sua storia romana (tempio capitolino), longobarda (monastero di Santa Giulia) e veneziana (la Loggia). Dirigendosi verso il lago d’Iseo si inizia l’attraversamento della Franciacorta, terra di vini famosi. A Rodengo l’abbazia vanta tre chiostri di epoca rinascimentale.
Dal semaforo sulla s.p. 4 di Molinetto prendiamo verso nord via Bianchini, affiancata da pista ciclabile, oltrepassiamo la s.s. 45 bis con un sottopasso ciclopedonale e subito dopo voltiamo a sin. in via Cortine, trovandoci a costeggiare il Naviglio Grande Bresciano. Lo attraversiamo su un ponticello e raggiungiamo la vecchia statale, oltre la quale imbocchiamo a sin. via Libertà di MAZZANO percorrendola fino a reimmetterci sulla vecchia statale, affiancata da marciapiede e poi da pista ciclabile fino alla Parrocchia di Virle. Prendiamo a des. via Zanelli scendendo poi per 20 mt lungo via Isonzo per prendere a des. via XX Settembre, in leggera salita. Al segnale di “dare precedenza” voltiamo a sin. e poi subito a des. a costeggiare le pendici del colle vedendo le cave di marmo dall’altro lato. Dopo 300 mt doppia curva (des. sin.) e proseguiamo fino a uscire in via Alpini , lungo la quale scendiamo, piegando a destra dopo 150 mt per scendere fino al centro di REZZATO. All’incrocio prendiamo a des. via Scalabrini, lungo il lato nord di Villa Fenaroli* e dopo 250 mt ancora a des. in via Santuario. Incontriamo lo scenografico cimitero opera del Vantini e giungiamo al Santuario di Valverde* . Di qui imboccheremo a sin. via Valverde e dopo 120 mt volteremo a des. in via Turati. In corrispondenza di un ponticello prendiamo la strada (sterrata per 250 mt) a sin., attraversiamo la s.p. 30 (via Molini) e voltiamo a sin. oltre il rondò. Raggiungiamo via Crosette che prendiamo verso des. per voltare, dopo 450 mt, a des. in via Musia. Siamo nel territorio del comune di BRESCIA. Al semaforo prendiamo a sin. via Goldoni (dopo 400 mt si può imboccare a sin. via Salodiana, che porta in 200 mt al vecchio mulino delle Marinelle), che diventa via Sant’Orsola e poi via Indipendenza. Passiamo davanti al monastero di Sant’Eufemia (lavori in corso per trasformarlo nel Museo della Mille Miglia) e ci immettiamo in viale Bornata , affiancato da corsia ciclabile. A un bivio con semaforo continuiamo dritti in viale Venezia fino a piazza Arnaldo. Prendiamo a destra via A.Mario fino a Piazza Brusato e la percorriamo verso nord voltando poi a sin. in via Musei, dove incontriamo il Museo della Città* (nell’ex monastero longobardo di San Salvatore-Santa Giulia); il Tempio Capitolino*, edificato da Vespasiano; Palazzo Martinengo, che ospita importanti mostre d’arte. Al semaforo si scende a sin. in piazza Martiri di Belfiore e dopo 120 mt a des. in via Querini, tra il Duomo Nuovo (affiancato a sud dal romanico Duomo Vecchio*) e il Broletto. Lungo il Broletto risaliamo in via Musei, prendiamo a sin. e passando sotto Porta Bruciata raggiungiamo Piazza Loggia* . Ne usciamo verso via San Faustino, che percorriamo fino a piazzale Battisti .

Un'altra volta...
Voltiamo a sin. in via Leonardo da Vinci, affiancato da corsia ciclabile che ci porta (vie Goito, Campo Marte, Aquileia, Col di Lana, Sebino) a via Volturno . La prendiamo verso des. e al ponte sul Mella ci immettiamo sulla via ciclopedonale dell’argine est del fiume. Al semaforo di Ponte Crotte passiamo il ponte (notiamo tre vecchie Fornaci), percorriamo via Crotte e proseguiamo in via Torricella di Sopra fino alla salita che supera il colle di Sant’Anna . In attesa che vengano risolti i problemi di accesso all’Itinerario ciclistico provinciale Brescia-Paratico, noi in fondo alla discesa, attraversiamo sul passaggio pedonale alla fermata del bus. Percorriamo il controviale verso destra e sull’esterno della curva destrorsa prendiamo a sin. via Tesa, incontrando poco dopo la segnaletica dell’itinerario. Ancora 100 mt e giriamo a des. in via Giavarini. Altri 150 mt e, a sin. prima di una chiesa di linee moderne, s’imbocca una stradina. In fondo alla stradina giriamo a sin. e, dopo il ponticello, a des. Attraversiamo (siamo in territorio di GUSSAGO) via Trento e proseguiamo in via Pianette voltando a sin. in via Nikolajewka. usciamo in via Donatori di Sangue, che percorriamo verso sin, voltando poi as des. in via Don Bosco, superando viale Italia e piegando poi a sin in via Trieste. Prendiamo infine a des. via Casotto , che dopo 150 mt diventa sterrata per 450 mt. Prendiamo a sin. via S. Stefano e poi, in corrispondenza di Villa Caprioli a Sale , a des. in via Sale. Alle scuole attraversiamo per imboccare una ciclopedonale che poi piega a destra costeggiando un giardino. Esce su via Staffoli, che prendiamo verso sin. per imboccare lo sterrato sulla des. (indicaz. quagliodromo). Percorso un km, svoltiamo per una stradina a destra in diagonale che, un po’ asfaltata e un po’ (km 1,1) sterrata, passa il ponte ciclopedonale sul torrente Gandovere e si presenta all’attraversamento della via Colombaia di RODENGO SAIANO, in corrispondenza con l’Abbazia Olivetana* (chiostri rinascimentali).

APPUNTI DI VIAGGIO - BICICLETTA CHE PASSIONE 10 AGOSTO 2008

GITA CICLISTICA DA VARESE A SESTO CALENDE


Ormai il ghiaccio è stato rotto e quindi si organizza un'altra gita in bici con il popolo ferrato: il libanese,ildorico e Sabrina.

L'idea iniziale è quella di recarci in Svizzera entrando da Ponte Tresa e poi passando per Morcote scendere fino a Chiasso, ma purtroppo all'ultimo momento riscontriamo sul sito delle FS che il collegamento da Varese a Porto Ceresio è gestito con autobus e che non viene effettuato trasposto biciclette.
I dettagli della gita li potete leggere seguendo il link in calce:
http://www.curiosandi.com/2008/08/domenica-10-agosto-2008-gita-in.html
Panico, per rispettare i requisiti funzionali, dettati dal libanese, nessuna salita e visita a paesi, non ci resta che modificare il programma; e ricorriamo alla nostra amica Silvia, organizzatrice di prim'ordine, che ci suggerisce la ciclabile lombarda dei laghi, di cui noi scegliamo di fare il tratto Varese-Sesto Calende.
Per approfondimento sulla ciclabile dei laghi:
http://www.bicitalia.org/laghi/index.htm
Questa volta la partenza è dalla stazione di Porta Garibaldi, presso le macchinette gialle,l'orario è da pensionati, 08:15, ma la bici è la bici!
Alla gita si aggiunge un amico del libanese, a cui il dorico presta la fida bici color bianco antico, un gioiello di tecnologia restaurata un paio di anni fa a cura del dorico.
Quindi questa volta siamo in quattro, come dire i quattro moschettieri, per cavalleria direi Sabrina impersona D'Artagnan, il libanese ed il dorico per la mole, si contendono il ruolo di Athos e di Porthos, a Giovanni, non resta che Aramis.
Come avrete notato, nessuna notizia de ilBicicultorista, e pensare che in settimana mi aveva dato l'adesione, peccato.
Arriviamo a Varese in perfetto orario e cerchiamo un bar, indico la strada verso il centro della città e giungiamo nella zona pedonale dove troviamo un bel bar che ci ispira e qui, down town Varese, ci sediamo comodamente ai tavolini per consumare la nostra colazione.
Chiediamo informazioni al cameriere sulla strada, ma questi ci risponde che è solo da due mesi a Varese, a quel punto giunge in soccorso la propietaria, una arzilla signora della stessa età delle insegne e delle vetrine stile liberty che adornano la facciata del bar, molto gentilmente ci spiega la strada e ci augura una buona gita, non c'è nulla da dire, veramente impeccabile, complimenti.
Inforchiamo le bici e sempre con Sabrina " a la tête du peloton " ci dirigiamo verso il lago di Varese, dove dobbiamo incontrare la nostra pista ciclabile.
Come sempre in questi frangenti agli incroci abbiamo sempre paura di sbagliare strada, il libanese si improvvisa cartografo e da delle spiegazioni della destra e della sinistra che fanno paura, noi le ignoriamo e alla fine raggiungiamo Schiranna da dove prende il via la ciclabile.
La ciclabile è molto bella, tutta pianeggiante, la pista è di cemento larga ca un metro a 80, nei tratti all'interno del bosco è di asfalto.
Devo consigliare caldamente questa ciclabile, che se non erro costeggia tutto il lago di Varese, complimenti all'amministrazione che l'ha realizzata, spero che ilCompagnogiorgio sia d'accordo.
Il nostro giro, ad un certo punto dovrebbe lasciare la ciclabile, solo che noi facciamo un paio di errori, il primo prendere per Biandronno, direzione sbagliata che ci fa fare un bel percorso circolare giungendo nuovamente al punto di partenza, e poi chiedere ad un locale la strada per Sesto Calende. il locale, ci indica la sua strada, che non è quella indicata dal nostro percorso, e questo è il secondo errore, ma lo scopriremo solo in seguito.
Il libanese pedala con snellezza, anche Giovanni si difende bene, Sabrina va come una lippa e se incontriamo delle leggere pendenze le supera con un'andatura " endanger " da far invidia.
Quindi, seguendo il suggerimento del locale, abbandoniamo la pista ciclabile e puntiamo su Ternate, mentre avremmo dovuto proseguire per Monate e costeggiare l'omonimo lago.
A Ternate, siamo sulla piazza principale, qui vediamo due ciclisti, non certo dei fulmini di guerra, e chiediamo la strada per la nostra meta finale, anche questi ci dicono la lora strada, che è differente da quella del locale che abbiamo incontrato a Cazzago-Brabbia, naturalmente, approfittiamo anche per avere informazioni su dove mangiare, ci suggeriscono una trattoria ad Osmate, che dobbiamo incontrare lungo la strada.
Chiediamo se ci sono salite, la risposta è significativa, ci sono tre salitelle da 800/900 metri abbastanza pedalabili, al massimo si possono fare a piedi, e comunque con i cambi non c'è problema, peccato che solo il libanese dispone di bici con cambi, Sabrina , il dorico e Giovanni hanno tutti bici rigidamente SENZA CAMBI.
Non importa si parte verso le tre salitelle ed Osmate.In effetti i nostri mentori avevano ragione, incontriamo tre e dico tre salitelle ed alla fine dell'ultima, posta sul colle di " hors catégorie " troviamo il paese di Osmate e la trattoria suggeritaci, non ci sognamo nemmeno di verificare se ce ne siamo altre, vediamo solo che è aperta , parcheggiamo le bici ed entriamo.
Prendiamo posto nel giardino ed attendiamo il cameriere per il menù, il posto è carino , piccolo ma ben organizzato, attendiamo la fine per dare il giudizio definitivo.
Il cameriere ci spiega che la trattoria è specializzata in piatti a base di pesce di lago e ci suggerisce l'antipasto della casa, quattro portate composte da gamberi di fiume alla catalana, tartara di salmerino , fritto di lavarello e persico e per finire persico gratinato; la cosa ci convince e prendiamo l'antipasto e poi sentiamo i primi, tra cui scegliamo le trofie con pesto arabo e conchiglioni con lavarello ; qui il cameriere fa un'affermazione che ci lascia perplessi, infatti afferma che ' per il resto ci pensiamo dopo, anche perchè siamo ad una ordinazione importante', e non riusciamo a capire se l'importanza è da attribuirsi all'abbondanza dei piatti od al budget raggiunto, con questo dubbio esistenziale attendiamo l'arrivo delle portate.
Lascio la descrizione dei piatti ad altra pagina dedicata, qui voglio solo ricordare che le portate sono tutte molto buone e, per gola, chiediamo anche la lista dei secondi e scegliamo due piatti da dividere, per la precisione, filetti di persico alla milanese con patate al forno e radicchio e per finire sandra in carpione, sempre con patate al forno e radicchio.
Tutti piatti molto buoni, a questo punto il nostro giudizio sul locale è positivo e devo dire che suggerisco di organizzare una uscita fuori porta per visitarlo nuovamente, anche qui il nome del locale non lo riporto, sarebbe pubblicità, per chi volesse può scrivere per info alla casella mail: info@curiosandi.com , non chiedete al libanese, non lo ricorderà di sicuro.
Dimenticavo, la spesa più che abbordabile!
Qui apro una parente, solo effettuando la ricerca sul web, sono riuscito a capire che pesce sia la sandra, in effetti il nome è : LUCIOPERCA (detto Sandra), alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi.
Comunque per approfondimento:
http://www.iii.to.cnr.it/pesci/
Decisamente soddisfatti del locale inforchiamo le bici e giù per la discesa, attraversiamo il paese di Osmate, sfioriamo il lavatoio indicatoci dai ciclisti di Tercate, tenete a mente questo particolare, e via più veloci delle lippe per la lunga discesa giungiamo al paese di Cadrezzate, qui incrociamo una guardia svizzera/padana volontaria che dirige il traffico ad un terribile incrocio con strade strettissime e senza visibilità.
Alla guardia chiediamo la strada per Sesto Calende, e con sorriso beffardo ci risponde che avremmo dovuto girare a sinistra al lavatoio di Osmate, mannaggia!
Coll'animo triste e col cuore in gola per lo sforzo nell'affrontare la salita torniamo sui nostri passi e raggiungiamo il famoso lavatoio, e qui notiamo che l'indicazione per Sesto Calende c'era, ma sul muro opposto alla nsotra direzione precedente, e come avremmo mai potuto immaginare che quella doveva essere la nostra deviazione, misteri che mai avranno risposta.
Foto di rito sotto il cartello indicante Via Roma, e giù a capofitto verso la nostra meta.
Anche qui, fortunatamente ci attende una bella discesa lunga e anche a tratti ripida, che ci fa scorrere nel vento e godere della fresca aria che spostiamo al nostro passaggio, alla fine eccoci a Sesto Calende, sono appena le 16, abbiamo fatto tutto il giro, e secondo me anche un po' di più in un battibaleno.
Il treno è alle 17:44, abbiamo tutto il tempo per girare per il centro del paese, visitare la piazza, e girovagare per il lungolago; il paese ci lascia una bella impressione come anche il Ticino che in quel punto è molto ampio e costellato di belle ville con giardini significativi.
Per ingannare l'attesa ci rechiamo ad un giardino pubblico, subito dopo il ponte auto/ferroviario e ci stendiamo sull'erba a riposare.
Il dorico effettua un sopralluogo, per verificare la possibilità di scendere in acquauno, ma purtroppo incappa in cartelli che definiscono il litorale NON BALNEABILE, peccato.
Il giardino è pieno di gente, gruppi armati di barbecu dove hanno cotto ogni tipo di alimento, e notiamo che , a dispetto dei cartelli, ci sono molte persone in acqua, ma questa è un'altra storia.
Attendiamo l'orario di partenza del treno dormendo o leggendo fumetti (il libanese) e verificando sul contachilometri l'effettiva distanza percorsa, che alla fine risulterà importante, infatti circa 62 km, a furia di chiedere la strada ai locali abbiamo in pratica raddoppiato il chilometraggio previsto!
Non fa nulla, ci attende l'ultima fatica, quella di indovinare dove possa essere la pilotina del nostro treno, che questa volta, nemmeno c'é!
Carichiamo le bici sulle piattaforme e cerchiamo di ingombrare il meno possibile il passaggio dei viaggiatori, questi treni definiti con trasposto bici ogni tanto riservano di queste amene sorprese.
Senza troppi intoppi raggiungiamo Milano Centrale ed anche questa gita è stata fatta, devo dire che ci siamo divertiti molto di più dell'altra volta, le gambe hanno risposto benissimo e sicuramente, mangiato meglio!!

Alla prossima! ciaoooooooooooooooooooooo

MENU' COMPLETO

"Honi soit qui mal y pense!"

Antipasti

- Fritto misto di di pesci di lago (persico e lavarello)

- Gamberi di fiume alla catalana

- Tartare di salmerino con insalatina

- Pesce persico gratinato con pomodorini e trevisana

Primi

- Trofie al pesto arabo

- Conchiglioni con lavarello

Secondi

- Persico alla milanese con patate e radicchio ed uva passa

- Sandra in carpione con patate e radicchio ed uva passa


Colazione down town Varese

Passarella sul Lago di Varese



Quando le grandi opere erano una cosa seria



Quando le strade si chiamavano Via Roma, i Corsi Vittorio Veneto, i Viali della Vittoria e le Piazze Trento e Trieste.






10 AGOSTO 2008 - VARESE - SESTO CALENDE

GITA IN BICICLETTA DEL 10 AGOSTO 2008

Da Varese a Sesto Calende

RITROVO
H 08:15 presso biglietteria Stazione Porta Garibaldi Milano
ANDATA TRENO H 08:30 MI P.GA 09:23 VARESE
Nota i treni fermano a Gallarate
RITORNO TRENO
H 17:44 SESTO C 18:35 MI C.LE
H 19:12 SESTO C 20:13 MI P.GA
H 19:44 SESTO C 20:35 MI C.LE
Nota i treni fermano a Gallarate
PRANZO Dipende
TIPOLOGIA
PERCORSOPianeggiante
DISTANZAKm 31 ca

DESCRIZIONE BREVE
Da Varese si scende rapidamente al lago, dove nella stagione calda la città si riversa in cerca di sollievo. Più oltre si incontra il lago di Monate e poco dopo un ampio panorama sul lago Maggiore. Da Osmate si percorre una valletta, rientrante nel Parco del Ticino, che si è conservata integra e verde. Si notano in distanza le vette alpine. Sesto Calende è sul fiume, che si attraversa su un vetusto ponte di ferro. Da vedere l’abbazia.

PERCORSO
Da VARESE usciamo per via Sacco e via Sanvito Silvestro girando in via XXV Aprile, che ci porta in piazzale Libertà. Stiamo scendendo verso il lago di Varese. Benché questa “tappa” ci porti a Sesto Calende, ignoriamo qui l’indicazione a sin. “Sesto Calende 23 km” e teniamo dritti (indicaz. Vareno - Luino). Da ignorare anche, 400 mt oltre, l’indicazione per i laghi (di Varese e Maggiore) che ci porterebbe a des. Attraversiamo con semaforo la strada che fa il giro del lago e percorriamo per 300 mt la strada di fronte. Quindi prendiamo a sin. la pista ciclopedonale di recente costruzione (3,5 km: l’ultimo tratto è stato inaugurato nel maggio 2002) che giunge per ora fino al confine tra i comuni di BUGUGGIATE e AZZATE. Qui passiamo sulla strada, abbastanza trafficata. Dopo circa 500 mt possiamo deviare a des. su uno sterrato quasi parallelo alla strada, che porta alla chiesetta della Madonnina e poi torna alla strada, sulla quale proseguiamo fino a BODIO. Qui, alla rotonda , possiamo scendere lungo via Scerée verso la riva, prima della quale giriamo a sin. in via Piave, tra case nel verde. Saliamo quindi all’abitato di CAZZAGO BRABBIA e riprendiamo, all’altezza del cimitero , la strada principale, sulla quale proseguiamo fino all’incricio con la s.s. 394, che prendiamo verso sin. passando sopra la ferrovia e lasciandola dopo 350 mt, quando voltiamo a des. verso TRAVEDONA MONATE. A Travedona imbocchiamo a des. via Moro (senso unico), alla chiesa prendiamo a sin. via Cavour e dopo 100 mt a des. (indicaz. Monate). Attraversiamo la s.s. 629 e dopo 300 mt scorgiamo sulla sinistra il lago di Monate. Poco oltre godiamo sulla des. un ampio panorama sul lago Maggiore. Nel centro di CADREZZATE prendo a sin. via Solferino (indicaz. Osmate). A OSMATE all’altezza del lavatoio prendo a des. la strada per Lentate. Poco dopo percorriamo la propaggine più settentrionale del Parco Naturale della Valle del Ticino. La strada percorre una valletta tra prati e pendii boscati. In distanza sulla destra si notano le montagne e più oltre le vette alpine. Incontriamo Lentate e più oltre, a Piana, ci immettiamo nella strada proveniente da Taino. Alle prime case di SESTO CALENDE la discesa si accentua e poi compie un’ampia curva a sin., dal cui esterno una strada raggiunge in meno di 200 mt l’oratorio di San Vincenzo (sec.XI). Ancora 600 mt e passiamo accanto all’Abbazia di San Donato*, fondata nel sec.IX, con campanile del sec.XI. Dopo altri 200 mt si passa sopra la ferrovia e si arriva al semaforo sulla s.s. 33, che pendiamo verso des. per raggiungere il ponte di ferro stradale e ferroviario sul fiume Ticino.

METEO
PREVISIONE PER DOMENICA 10 AGOSTO 2008
Stato del cielo: sereno o poco nuvoloso; dalle ore centrali e nel pomeriggio velato o temporaneamente nuvoloso per il passaggio di nubi alte e stratificate, più marcato su Alpi e Prealpi.
Precipitazioni: assenti.
Temperature: minime stazionarie, massime in lieve aumento. In pianura minime intorno a 20 °C, massime intorno a 31 °C.Zero termico: attorno a 4200 metri.
Venti: in pianura e nelle valli a regime di brezza; in montagna deboli dai quadranti occidentali.
Altri fenomeni:

INTERNET
http://www.arpalombardia.it/meteo/bollettini/bolmet.htm
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