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APPUNTI DI VIAGGIO - SECONDA PUNTATA - BICICLETTA CHE PASSIONE 15 AGOSTO 2008

GITA CICLISTICA DA PESCHIERA DEL GARDA A DESENZANO

Da Borghetto sul Mincio a Desenzano


Riprendiamo il nostro percorso da Borghetto sul Mincio , Monzambano e dopo diversi tagli e richieste di informazioni arriviamo a Castellaro Lagusello.Qui il dorico si ricorda di esserci già stato in precedanza e per la precisione nella gita organizzata da Silvia in occasione delle Cantine Aperte.vedi Troviamo il ristorante consigliato dal cugino dell'Umberto e dopo alcune trattative, siamo alle 14:00, riusciamo a sederci al tavolo ed a consumare il nostro pranzo di ferragosto, vedi in calce il menu.Dimenticavo, sulla strada avevamo provato a chiedere ospitalità ad un agriturismo, niente da fare, cucina chiusa! Che tempi, e poi dicono che c'è la crisi!
Dopo il caffè, ci dirigiamo in centro e visitiamo il borgo ed una piazzetta dove un appassionato coltiva dei bellissimi bonsai, scambiamo due chiacchiere col signore e poi ci apprestiamo a proseguire.Nel frattempo, il manubrio della bicicletta del Libanese comincia a dare i numeri, nel senso che si sta allentando, siamo nel panico, infatti non è molto sicura la guida.
Durante la marcia, vediamo un garage aperto e ci fermiamo, esce una sciura che alla nostra richiesta di una brugola, tira fuori la cassetta degli attrezzi e comincia a cercare con noi l'attrezzo più idoneo, siamo fortunati, infatti troviamo la brugola e la simpatica signora, presa a compassione, ci regala l'attrezzo!Chiediamo la strada, San Martino della Battaglia e poi Desenzano; ci da le indicazioni e salutiamo riprendendo la marcia.
Tappa anche a Pozzolengo con foto al monumento ai caduti e visiata la castello.



Finalmente, il libanese ha la bici in ordine e senza problemi ci dirigiamo verso San Martino della Battaglia, a dire il vero verso l'Ossario e la Torre.
Arriviamo all'Ossario e qui, devo dire, ci commuoviamo, infatti nella chiesa ci sono i teschi dei soldati morti nella battaglia, la vista è molto commovente e noi non ci aspettavamo per nulla una cosa del genere.Forse, vestigia di questo genere devono essere in città, a continuo ricordo delle disgrazie e delle ferite di tutte le guerre.Scusate lo sfogo.


Poi, ci dirigiamo alla visita della Torre di San Martino, devo essere sincero, deve essere stata costruita per esaltare le vittorie della guerra , ma nella sua semplicità mi tocca moltissimo e non ha l'idea di essere una esaltazione, ma una mera presa di coscenza delle sciagure umane.
Nota di colore, trovo il busto bronzeo di Villarey, dovete sapere che vicino casa, nella dorica, c'è la mitica Caserma Villarey, ora sede dell'Università di Economia e Commercio, ma una volta presidio di fanti nel cuore della città di Ancona.
Vedi anche
http://www.curiosandi.com/2008/08/appunti-di-viaggio-15-agosto-2008.html
Saliamo la torre fino alla sommità. dove si ammira uno stupendo panorama sul lago di Garda, e poi visitiamo il museo, piccolo , a dire il vero sul retro della torre.
Adesso il tempo comincia a stringere, si è fatto tardi, scendiamo la collina di San Martino e domandiamo la starda ad una scura sessantenne, bionda, naturale...., che con spiccato accento partenopeo ci indica la strada per Rivoltella e Desanzano.
La sciura, meglio dire la siggnò, ci dice di seguirla, ed in effetti, alle varie curve si ferma ad aspettarci, fino a quando , giunta alla sua meta si ferma niobamente rispsiegandoci il percorso. Che tenera,le avremo fatto pena!!!
Arriviamo a Desenzano, qui leghiamo le bici e ci fermiamo sul corso, la vasca a dire il vero; è uno spettacolo simpatico, il dorico in tutina da ciclista, il libanese in semi sportivo, passeggiare per la vasca di Desenzano, con tutti i presenti in tiro per la giornata festiva di ferragosto, da non dimenticare!!

Decidiamo di fermarci a cena e di prendere un treno più tardi, individuiamo una trattoria che ci ispira, ma fatalità, tutta la strada è senza luce, saranno forse i temuti temporali??
A questo punto troviamo in fretta e furia un altro ristorante, dove consumiamo il nostro pasto ed abbiamo la fortuna di scambiare due chiacchiere con un Conte Ugolino addetto al taglio dei salumi che ci spiega il motivo della mancanza dell'energia elettrica a Desenzano: è l'enel che , sapendo dei temporali , sta provando "le valvole", e quindi stacca l'energia dfi volta in volta nelle varie zone, per evitare disastri.
Anche il libanese, scuote il testone incredulo, ma questo è il mondo!
Salitona finale verso la stazione di Desenzano e finalmente il treno per Milano ci accoglie nel suo grembo fino alla Centrale, il dorico se la dorme della grossa, mentre il libanese legge i suoi fumetti.
Bene anche questa è fatta.!







Dimenticavo, un po' prima di mezzanotte sono passato da Parco Sempione, per tornare a casa,c'erano mille e mille persone, tutte a guardare i fuochi d'artificio, Piazza Castello bloccata al traffico tutti col naso all'insù, e poi dicono che a Milano ad Agosto non c'è nessuno, non è proprio così vero!


PRANZO DI FERRAGOSTO

Ristorante in Castellaro Lagusello
Salame mantovano

Prosciutto e melone

Giardiniera in aceto e bruschette all'olio

Luccio in salsa appetitosa


Lunette di spinaci all'ortica

Risotto al radicchio

Bigoli al pesto e basilico


Sorbetto al limone


Fesa con salsa ai funghi

Roastbeef di manzo al Madera

Patate al timo ed insalata mista


Dessert della casa

Acqua. vino della casa


GLI APPUNTI PRECEDENTI SONO ALL'INDIRIZZO IN CALCE
http://www.curiosandi.com/2008/08/appunti-di-viaggio-prima-puntata.html


APPUNTI DI VIAGGIO - PRIMA PUNTATA - BICICLETTA CHE PASSIONE 15 AGOSTO 2008

GITA CICLISTICA DA PESCHIERA DEL GARDA A DESENZANO

Da Peschiera del Garda a Borghetto sul Mincio

Ferragosto, le previsione meteo danno notizia di tempeste e nubifragi su tutto il Nord Italia, vedi il dettglio infra.Il libanese, tituba e cerca la mantella per sicurezza. Il dorico studia il meteo della ARPA Lombardia,
http://www.arpalombardia.it/meteo/bollettini/bolmet.htm
ed alla fine sembra che uno spiraglio ci possa essere sul Garda, i ragazzi Silvia&Pablo passano la mano temendo il peggio.Quindi si parte, appuntamento alle macchinette gialle in Stazione Centrale, devo dire che il libanese è puntuale, non l'avrei mai detto.Biglietti e treno per Peschiera del Garda, sotto un cielo nero e carico di nuvole, l'unica cosa positiva, almeno per ora, è che non piove!Il viaggio scorre tra l'approfondimento delle cartine stamapte il giorno precedente e tutto sommato in fretta siamo alla meta.Qui ci rechiamo down town Peschiera e visitiamo la bella cittadina approfittando anc

he per concederci una bella colazione in un bar sul corso principale.
Il tempo è migliorato, le nuvole non sono così nere e si stanno lenamente diradando, speriamo continui così.La cittadina è piena di gente, che contrasto con Milano, qui abbiamo modo di vedere tanti turisti sia italiani che stranieri affollare la passeggiata ed i bar, che folklore;naturalmente anche tante turiste femmine !!!
Anche noi,da bravi turisti ci rechiamo all'ufficio informazioni, e chiediamo del materiale su piste ciclabili.La gentile signora presente, con marcato accento tedesco, ci consegna una cartina specificandoci che non si tratta di piste ciclabili ma di strade percorribili in bici! Questi tedeschi, ancora non riesco a capire come abbiamo fatto a perdere la guerra!
Breve giro sul Lungolago Garibaldi, eh quando le strade si chiamavano Via Roma, i Corsi Vittorio Veneto, i Viali della Vittoria e le Piazze Trento e Trieste.
Qui finalmente il cielo si apre e riusciamo anche a vedere dei bagnanti distesi sui lettini a prendere il sole, vorremmo inviare un MMS a Pablo, ma la tecnologia non ci arride, mentre riceviamo e rispondiamo ad un SMS del nostro amico ilsubaqueo che commenta la dubbia precisone delle previsioni meteo!
Recuperiamo le bici e partiamo per la prima tappa, dobbiamo imboccare la ciclabile del Mincio che porta verso Mantova.la troviamo con facilità, la ciclabile è bellissima, ampia e completamente pianeggiante, questo rispetta in pieno i requisiti funzionali del libanese in fatto di gite.La Sabrina sarebbe sicuramente schizzata a la tête du peloton e fatto l'andatura facendoci penare!Il nostro percorso, ci indica di lasciare la pista ciclabile e di recarci a Monzambano, chiaramente il paese è posto su di una collina, e qui si suda!Visitiamo la Chiesa Madre ed il Castello, anche questo arroccato ancora più in alto rispetto al paese. il libanese si comporta bene, sbuffa e soffre in silenzio.Del castello rimane solo una torre visitabile, mentre gli altri locali sono adibiti ad abitazioni private, la cosa più simpatica è che all'interno delle mura ci sono degli orti, che cosa stramba, invece di avere delle semplici reti per segnare il confine, questi orti hanno delle mura medievali!

Al paese fermiamo un indigeno, nel senso di un locale, e gli chiediamo consiglio su dove mangiare ed indicazioni sulla nostra strada.
Il nostro amico, in camicia verde, nasone ed occhiali con montatura dorata, sembra il cugino dell'Umberto, e devo essere sincero anche da come parla, gli assomiglia tantissimo.Ci da delle indicazioni che debbono essere interpretate, ci dice girate a destra ed indica con la mano la sinitra, girate a sinistra ed indica con la mano la destra. Non prendete la strada a sinsitra sinistra, ma quella a sinistra, insomma, con un decoder ad hoc le indicazioni potrebbero anche essere utilizzabili!!!
Parlando parlando, ci suggerisce di fare un salto a Borghetto, frazione di Valeggio sul Mincio per vedere il ponte Scaligero e poi di recarci a Castellaro Lagusello, tappa prevista nel nostro giro,dove ci menziona un paio di ristoranti, uno caro ed uno che invece ci consiglia vivamente, e da lui frequentato in passato.
Per i nomi e le recensioni scrivete a:
info@curiosandi.com
non vogliamo fare pubblicità gratuita.
Bene, facciamo una cosa che farebbe inorridire Silvia e Sabrina, cambiamo il giro, ma che ci volete fare; da un dorico ed un libanese vi dovete aspettare questo ed altro! :)Riprendiamo la ciclabile e raggiungiamo Borghetto in un battibaleno.
Il paese è molto simpatico, anche se molto ma molto turistico. Su di un ponte scorgiamo la statua di San Giovanni Nepomuceno, il San Giuan fa minga ingann, protettore delle acque.

Giro turistico e decisione di tenere duro per mangiare, anche se sono già le 12:30, ci fidiamo del cugino dell'Umberto, tenedo fede e ponendoci l'obiettivo di raggiungere il paese di Castellaro Lagusello, ma nel frattempo siamo attratti dal castello di Valeggio, ed anche se posto alla sommità del colle, dove li dovrebbero costruire i castelli secondo voi, ci incamminiamo per la salita per visitarlo.
Dopo aver scalato il colle hors catégorie, che il dorico affronta con andatura en danser ed il libanese pedibus calcantibus, finalmente riusciamo ad arrivare alla sommità ed ammirare lo splendido panorama,il castello consta solo delle mura e di poche altre strutture non visitabili.



PREVISIONI METEO PER VENERDÌ 15 AGOSTO 2008
Stato del cielo: da nuvoloso a molto nuvoloso ovunque. Nelle ore centrali sulla Pianura nuvolosità in rapida evoluzione, con frequenti ed ampie schiarite alternate a rannuvolamenti. Dal pomeriggio attenuazione della nuvolosità a partire dai settori occidentali.
Precipitazioni: a carattere di rovescio e temporale ovunque. Su Alpi e Prealpi diffuse sin dalla mattina, con valori localmente forti sui settori centrali ed orientali. Su Appennino e Pianura sparse e più probabili sino al mattino. Quota neve in progressivo abbassamento sino a 2400 metri circa.
Temperature: minime stazionarie, massime in sensibile calo. In pianura minime intorno a 17 °C, massime intorno a 24 °C.Zero termico: in rapido abbassamento sino a 2700 metri in serata sui settori alpini, a 3000 metri altrove.
Venti: in pianura al mattino deboli da sudest. Poi rapida rotazione da nordovest ed intensificazione, con valori moderati sui settori occidentali. In montagna sino alle 12 moderati da sudovest. Poi rotazione da nord, ed intensificazione sino a forti.
Altri fenomeni:


GLI APPUNTI PROSEGUONO ALL'INDIRIZZO IN CALCE
http://www.curiosandi.com/2008/08/appunti-di-viaggio-seconda-puntata.html


APPUNTI DI VIAGGIO - 17 AGOSTO 2008 - CHIASSO - LECCO

Gita in bicicletta con organizzazione estemporanea.

La gita programmata ed organizzata da Silvia era bellissima, partenza da Desenzano e poi attraverso leggiadre colline fino a Salò, per poi rientrare a Brescia.
Ci poteva scappare anche un bel bagnetto sulle sponde del Garda Bresciano, che goduria!Questo il desiderata, ma per l'errata lettura di un SMS, vedi apposito intevento sul blog:
http://www.curiosandi.com/2008/08/apettando-gli-appunti-17-agosto-2008.html
il libanese interpellato telefonicamente dichiara di partire per Porta Garibaldi alle h 09:00, e qui nessuno lo ritiene capace di arrivare in tempo per la partenza del treno.
A questo punto, Heidi-Silvia, mette in moto un piano alternativo che consiste nel verificare i treni in partenza da Garibaldi e pensare un giro idoneo in bicicletta.
Bene, si decide il seguente percorso: Chiasso, con escursione extra-Italia; Como e poi attraverso Erba ed i laghi , cosiddetti minori, verso Lecco.
Detto fatto ci mettiamo ad attendere l'arrivo del libanese, che alle ore 09:09 vediamo irrompere come una saetta nell'atrio della stazione Garibaldi, che immagine di forza cinetica e potenza!In due riusciamo a fermare la sua forza biotermica e gli spieghiamo che, a causa del suo ritardo, abbiamo cambiato programma, il ragazzo non si scompone, a lui interessa andare in bici, questi sono dei veri uomini!
Bene, alle nostre amiche macchinette gialle facciamo i biglietti di andata per Chiasso e diligentemente ci rechiamo al binario di partenza.
Qui troviamo una controllora, femmina di controllore, che ci apre la pilotina e ci dice di accomodarci tre carrozze più avanti, in quanto le ultime sono fuori servizio, capiremo poi il reale significato.
Il viaggio scorre tranquillo, un po' lento, infatti ci fermiano anche ai caselli ed ai cavalcavia , ed abbiamo tutto il tempo per vedere sulla archeologica carta regionale lombarda di Silvia il percorso che andremo ad effettuare.
Perdiamo tempo anche nel consultare la biblioteca presente nello zaino del libanese, veramente varia ed interessante.Nel frattempo, non riusciamo a non essere attratti dai discorsi di una coppia di sciure, che parlano del più del meno, ma la cosa più simpatica è che in fatto di economia la sanno lunga, infatti, si soffermano a parlare lungamente sull'attività di ciclista, inteso come venditore di bici, in conflitto con la grande distribuzuone, leggi i centri commerciali.
Infatti le nostre sciure affermano che non è facile iniziare una attività di ciclista, perchè ci sono i centri commerciali, infatti il ciclista vende le bici a 300 euro, mentre i centri commerciali a cento. Però , quando vuoi cambiare con il cambio della bici del centro commerciale, ti accorgi che quando vuoi cambiare non cambia!Insomma, Marchionne è un dilettante!

Bene, dopo queste lezioni di strategia industriale arriviamo a Chiasso, e ci accorgiamo che la pilotina è messa di sghimbescio rispetto al marciapiede, questo ci allieta e ci trasforma in genieri del corpo dei pontieri, al libanese non abbiamo detto nulla, sarebbe stato un trauma per lui.Bene, chiesta la direzione alla barisita, ci mettiamo in marcia, l'obiettivo è quello di raggiungere la dogana di Maslianico e poi dirigerci verso Como.
Qui notiamo la mancanza di Sabrina, che con la sua andatura endanger si metteva sempre a la tête du peloton e faceva l'andatura, sarà per una prossima volta.
Cerchiamo la strada, ed ad un certo punto imbrocchiamo un incrocio, ma questo non ci convinece, mandiamo il libanese in avanscoperta ed un prode e gentile ticinese, peccato che non abbiamo l'audio, gli dice: 'attenzzione, queesta èè straada sbagliata'.
Infatti stavamo imboccando l'autostrada nord-sud Europa!!!!!


Con le corrette indicazioni, redatte in stretto ticinese, risuciamo ad imbroccare la strada giusta, bella e tranquilla, ed arriviamo alla dogana di Maslianico che attraversiamo di gran carriera e poi via lungo il marciapiede/ciclabile verso Como.
Como è trafficatissima, la mattina Milano non c'era nessuno , qui è una cosa da matti.Breve vasca in centro con vista sul Duomo ed il Broletto e poi via per Lecco.
La strada ci riserva subito una sgradita sorpresa, è in salita; e via piano piano tornante dopo tornante si sale sempre; è inm qeusta occasione che meditiamo come si possano leggere male gli SMS, ma ormai è fatta.
Via , salita dopo salita arriviamo ad Erba, discesone e siamo in centro, qui deserto assoluto, in giro non c'è anima viva, che differenza abissale con Como, ma adesso ci sarebbe piaciuto incontrare qualcuno per domandare di un ristorante/trattoria, mai una gioia.
Alla fine incontiramo una gelateria aperta e chiedo di una trattoria, la gelataia ci indica un ristorante a 100 metri, mentre un'avventirce, ma non poteva farsi i fatti suoi, esalta un ristorante all'inizio del paese, ma in cima alla salita.
Quando sento salita, chiudo l'audio e non ascolto le indicazioni, il libanese decide che quello è il miglior ristorante della zona e parte di gran carriera, e pensare che sulle salite era sempre indietro, adesso che si tratta di prendere posto a tavola....corre!
Il risultato è che il libanese e Pablo corrono avanti, il dorico e Silvia rimangono indietro accusando un consistente retard du peloton, insomma il gruppo si spezza in due tronconi, come direbbe De Zan , padre naturalmente.
Alla fine, grazie alla tecnologia moderna, leggi cellulari, il gruppo si ricompone alla sommità del colle hors catégorie.
Bene, prendiamo posto e consumiamo il nostro pasto, stanchi ma felici.

Alla fine chiediamo la strada per il lago di Alserio, e la ostessa ci indica il percorso.
La gita continua tra salite e discese, a dire il vero a dispetto della prima legge Galbani, devo dire che abbiamo incontrato più salite che discese, od almeno le salite erano sicuramente più lunghe!Mannaggia!!!Giriamo lungo il paese di Alserio, poi ci dirigiamo verso il lago di Pusiano sempre tra dolci, si fa per dire, saliscendi.
Al lago di Pusiano, ci fermiamo su di una panchina ed ammiriamo le montagne, che ci hanno visto protagosnisti in primavera, i Corni di Canzo ed il Resegone, so bene che in questo modo offro il fianco ad inteminabili querelle, ma si vede anche il Cornizzolo ed il Monte Rai, ed ho detto tutto!Via in bici attraversando paesini simpatici, nel nostro girovagare incrociamo una stazione di rifornimento di latte, se vi interessa scrivere ad

mailto:adinfo@curiosandi.com


per avere tutte le informazioni, penso che si tratti comunque di pubblicità.il libanse fa il pieno di latte crudo e si riparte, vedi le foto supra.


Finalmente arriviamo ad Oggiono, qui ci rechiamo alla stazione per avere delle indicazioni sugli orari, dovete sapere che Oggiono è sulla linea Monza Lecco, ma quella che passa da Civate/Valmadrera, insomma una nostra vecchia conoscenza.


Sentiti gli orari decidiamo di puntare su Lecco e di prendere il treno dal lì. così da portare a termine la gita e di vedere anche il lago di Annone.
Dopo alcune incertezze imbrocchiamo la strada giusta ed arriviamo nei pressi di Civate, qui accade il fattaccio, per scarsezza di indicazioni imbocchiamo in pieno la superstarda per Lecco, facendoci piccoli piccoli e pedalando di gran carriera riaggiungiamo l'uscita di Valmadrera e con questa ci rechiamo alla vecchia strada, anche questa è fatta!Da ora, nessuna nota di colore, strada per Lecco in tranquillità e senza troppi scossoni fino alla stazione.
Qui attendiamo mezz'ora il nostro treno per Milano che tranquillamente ci deposita in Stazione Garibaldi!
E' stata dura, alla fine abbiamo fatto circa 85 km, con belle salite, dovete pensare che tutti erano dotati di bici con cambi, meno ildorico, che sapendo di una gita in riva al lago, aveva optato per la bici da città, la mitica rossa!

Alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi e di chi non sa leggere gli SMS!
ciaoooooooooooo a tutti!
ILGRANDECHENIO

APPUNTI DI VIAGGIO - BICICLETTA CHE PASSIONE 10 AGOSTO 2008

GITA CICLISTICA DA VARESE A SESTO CALENDE


Ormai il ghiaccio è stato rotto e quindi si organizza un'altra gita in bici con il popolo ferrato: il libanese,ildorico e Sabrina.

L'idea iniziale è quella di recarci in Svizzera entrando da Ponte Tresa e poi passando per Morcote scendere fino a Chiasso, ma purtroppo all'ultimo momento riscontriamo sul sito delle FS che il collegamento da Varese a Porto Ceresio è gestito con autobus e che non viene effettuato trasposto biciclette.
I dettagli della gita li potete leggere seguendo il link in calce:
http://www.curiosandi.com/2008/08/domenica-10-agosto-2008-gita-in.html
Panico, per rispettare i requisiti funzionali, dettati dal libanese, nessuna salita e visita a paesi, non ci resta che modificare il programma; e ricorriamo alla nostra amica Silvia, organizzatrice di prim'ordine, che ci suggerisce la ciclabile lombarda dei laghi, di cui noi scegliamo di fare il tratto Varese-Sesto Calende.
Per approfondimento sulla ciclabile dei laghi:
http://www.bicitalia.org/laghi/index.htm
Questa volta la partenza è dalla stazione di Porta Garibaldi, presso le macchinette gialle,l'orario è da pensionati, 08:15, ma la bici è la bici!
Alla gita si aggiunge un amico del libanese, a cui il dorico presta la fida bici color bianco antico, un gioiello di tecnologia restaurata un paio di anni fa a cura del dorico.
Quindi questa volta siamo in quattro, come dire i quattro moschettieri, per cavalleria direi Sabrina impersona D'Artagnan, il libanese ed il dorico per la mole, si contendono il ruolo di Athos e di Porthos, a Giovanni, non resta che Aramis.
Come avrete notato, nessuna notizia de ilBicicultorista, e pensare che in settimana mi aveva dato l'adesione, peccato.
Arriviamo a Varese in perfetto orario e cerchiamo un bar, indico la strada verso il centro della città e giungiamo nella zona pedonale dove troviamo un bel bar che ci ispira e qui, down town Varese, ci sediamo comodamente ai tavolini per consumare la nostra colazione.
Chiediamo informazioni al cameriere sulla strada, ma questi ci risponde che è solo da due mesi a Varese, a quel punto giunge in soccorso la propietaria, una arzilla signora della stessa età delle insegne e delle vetrine stile liberty che adornano la facciata del bar, molto gentilmente ci spiega la strada e ci augura una buona gita, non c'è nulla da dire, veramente impeccabile, complimenti.
Inforchiamo le bici e sempre con Sabrina " a la tête du peloton " ci dirigiamo verso il lago di Varese, dove dobbiamo incontrare la nostra pista ciclabile.
Come sempre in questi frangenti agli incroci abbiamo sempre paura di sbagliare strada, il libanese si improvvisa cartografo e da delle spiegazioni della destra e della sinistra che fanno paura, noi le ignoriamo e alla fine raggiungiamo Schiranna da dove prende il via la ciclabile.
La ciclabile è molto bella, tutta pianeggiante, la pista è di cemento larga ca un metro a 80, nei tratti all'interno del bosco è di asfalto.
Devo consigliare caldamente questa ciclabile, che se non erro costeggia tutto il lago di Varese, complimenti all'amministrazione che l'ha realizzata, spero che ilCompagnogiorgio sia d'accordo.
Il nostro giro, ad un certo punto dovrebbe lasciare la ciclabile, solo che noi facciamo un paio di errori, il primo prendere per Biandronno, direzione sbagliata che ci fa fare un bel percorso circolare giungendo nuovamente al punto di partenza, e poi chiedere ad un locale la strada per Sesto Calende. il locale, ci indica la sua strada, che non è quella indicata dal nostro percorso, e questo è il secondo errore, ma lo scopriremo solo in seguito.
Il libanese pedala con snellezza, anche Giovanni si difende bene, Sabrina va come una lippa e se incontriamo delle leggere pendenze le supera con un'andatura " endanger " da far invidia.
Quindi, seguendo il suggerimento del locale, abbandoniamo la pista ciclabile e puntiamo su Ternate, mentre avremmo dovuto proseguire per Monate e costeggiare l'omonimo lago.
A Ternate, siamo sulla piazza principale, qui vediamo due ciclisti, non certo dei fulmini di guerra, e chiediamo la strada per la nostra meta finale, anche questi ci dicono la lora strada, che è differente da quella del locale che abbiamo incontrato a Cazzago-Brabbia, naturalmente, approfittiamo anche per avere informazioni su dove mangiare, ci suggeriscono una trattoria ad Osmate, che dobbiamo incontrare lungo la strada.
Chiediamo se ci sono salite, la risposta è significativa, ci sono tre salitelle da 800/900 metri abbastanza pedalabili, al massimo si possono fare a piedi, e comunque con i cambi non c'è problema, peccato che solo il libanese dispone di bici con cambi, Sabrina , il dorico e Giovanni hanno tutti bici rigidamente SENZA CAMBI.
Non importa si parte verso le tre salitelle ed Osmate.In effetti i nostri mentori avevano ragione, incontriamo tre e dico tre salitelle ed alla fine dell'ultima, posta sul colle di " hors catégorie " troviamo il paese di Osmate e la trattoria suggeritaci, non ci sognamo nemmeno di verificare se ce ne siamo altre, vediamo solo che è aperta , parcheggiamo le bici ed entriamo.
Prendiamo posto nel giardino ed attendiamo il cameriere per il menù, il posto è carino , piccolo ma ben organizzato, attendiamo la fine per dare il giudizio definitivo.
Il cameriere ci spiega che la trattoria è specializzata in piatti a base di pesce di lago e ci suggerisce l'antipasto della casa, quattro portate composte da gamberi di fiume alla catalana, tartara di salmerino , fritto di lavarello e persico e per finire persico gratinato; la cosa ci convince e prendiamo l'antipasto e poi sentiamo i primi, tra cui scegliamo le trofie con pesto arabo e conchiglioni con lavarello ; qui il cameriere fa un'affermazione che ci lascia perplessi, infatti afferma che ' per il resto ci pensiamo dopo, anche perchè siamo ad una ordinazione importante', e non riusciamo a capire se l'importanza è da attribuirsi all'abbondanza dei piatti od al budget raggiunto, con questo dubbio esistenziale attendiamo l'arrivo delle portate.
Lascio la descrizione dei piatti ad altra pagina dedicata, qui voglio solo ricordare che le portate sono tutte molto buone e, per gola, chiediamo anche la lista dei secondi e scegliamo due piatti da dividere, per la precisione, filetti di persico alla milanese con patate al forno e radicchio e per finire sandra in carpione, sempre con patate al forno e radicchio.
Tutti piatti molto buoni, a questo punto il nostro giudizio sul locale è positivo e devo dire che suggerisco di organizzare una uscita fuori porta per visitarlo nuovamente, anche qui il nome del locale non lo riporto, sarebbe pubblicità, per chi volesse può scrivere per info alla casella mail: info@curiosandi.com , non chiedete al libanese, non lo ricorderà di sicuro.
Dimenticavo, la spesa più che abbordabile!
Qui apro una parente, solo effettuando la ricerca sul web, sono riuscito a capire che pesce sia la sandra, in effetti il nome è : LUCIOPERCA (detto Sandra), alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi.
Comunque per approfondimento:
http://www.iii.to.cnr.it/pesci/
Decisamente soddisfatti del locale inforchiamo le bici e giù per la discesa, attraversiamo il paese di Osmate, sfioriamo il lavatoio indicatoci dai ciclisti di Tercate, tenete a mente questo particolare, e via più veloci delle lippe per la lunga discesa giungiamo al paese di Cadrezzate, qui incrociamo una guardia svizzera/padana volontaria che dirige il traffico ad un terribile incrocio con strade strettissime e senza visibilità.
Alla guardia chiediamo la strada per Sesto Calende, e con sorriso beffardo ci risponde che avremmo dovuto girare a sinistra al lavatoio di Osmate, mannaggia!
Coll'animo triste e col cuore in gola per lo sforzo nell'affrontare la salita torniamo sui nostri passi e raggiungiamo il famoso lavatoio, e qui notiamo che l'indicazione per Sesto Calende c'era, ma sul muro opposto alla nsotra direzione precedente, e come avremmo mai potuto immaginare che quella doveva essere la nostra deviazione, misteri che mai avranno risposta.
Foto di rito sotto il cartello indicante Via Roma, e giù a capofitto verso la nostra meta.
Anche qui, fortunatamente ci attende una bella discesa lunga e anche a tratti ripida, che ci fa scorrere nel vento e godere della fresca aria che spostiamo al nostro passaggio, alla fine eccoci a Sesto Calende, sono appena le 16, abbiamo fatto tutto il giro, e secondo me anche un po' di più in un battibaleno.
Il treno è alle 17:44, abbiamo tutto il tempo per girare per il centro del paese, visitare la piazza, e girovagare per il lungolago; il paese ci lascia una bella impressione come anche il Ticino che in quel punto è molto ampio e costellato di belle ville con giardini significativi.
Per ingannare l'attesa ci rechiamo ad un giardino pubblico, subito dopo il ponte auto/ferroviario e ci stendiamo sull'erba a riposare.
Il dorico effettua un sopralluogo, per verificare la possibilità di scendere in acquauno, ma purtroppo incappa in cartelli che definiscono il litorale NON BALNEABILE, peccato.
Il giardino è pieno di gente, gruppi armati di barbecu dove hanno cotto ogni tipo di alimento, e notiamo che , a dispetto dei cartelli, ci sono molte persone in acqua, ma questa è un'altra storia.
Attendiamo l'orario di partenza del treno dormendo o leggendo fumetti (il libanese) e verificando sul contachilometri l'effettiva distanza percorsa, che alla fine risulterà importante, infatti circa 62 km, a furia di chiedere la strada ai locali abbiamo in pratica raddoppiato il chilometraggio previsto!
Non fa nulla, ci attende l'ultima fatica, quella di indovinare dove possa essere la pilotina del nostro treno, che questa volta, nemmeno c'é!
Carichiamo le bici sulle piattaforme e cerchiamo di ingombrare il meno possibile il passaggio dei viaggiatori, questi treni definiti con trasposto bici ogni tanto riservano di queste amene sorprese.
Senza troppi intoppi raggiungiamo Milano Centrale ed anche questa gita è stata fatta, devo dire che ci siamo divertiti molto di più dell'altra volta, le gambe hanno risposto benissimo e sicuramente, mangiato meglio!!

Alla prossima! ciaoooooooooooooooooooooo

MENU' COMPLETO

"Honi soit qui mal y pense!"

Antipasti

- Fritto misto di di pesci di lago (persico e lavarello)

- Gamberi di fiume alla catalana

- Tartare di salmerino con insalatina

- Pesce persico gratinato con pomodorini e trevisana

Primi

- Trofie al pesto arabo

- Conchiglioni con lavarello

Secondi

- Persico alla milanese con patate e radicchio ed uva passa

- Sandra in carpione con patate e radicchio ed uva passa


Colazione down town Varese

Passarella sul Lago di Varese



Quando le grandi opere erano una cosa seria



Quando le strade si chiamavano Via Roma, i Corsi Vittorio Veneto, i Viali della Vittoria e le Piazze Trento e Trieste.






APPUNTI DI VIAGGIO - 03 AGOSTO 2008

GITA CICLISTICA DA MORBEGNO A BELLANO


Siamo ad agosto ed il libanese si rende disponibile per uscire in bici, cosa strana.
Con santa pazienza cerco un percorso facile adatto alla sua mole e la scelta cade sul giro da Porto Ceresio a Chiasso, passando per Morcote.
Ci sono delle leggere salitelle ma il libanese ce la dovrebbe fare.
All'ultimo momento, mi dice che preferisce una prima uscita senza salite e qui vado in crisi, ma, tirando fuori dal blog riesumo una gita sulla ciclabile dell'Adda effettuata lo scorso anno, molto vicina ai requisiti funzionali dettati dal libanese.
Bene, fissiamo l'appuntamento, il percorso ricalca quello già collaudato vedi:
http://www.curiosandi.com/2007/08/5-agosto-gita-in-bici-morbegno-colico.htm
le leggi i relativi appunti:
http://www.curiosandi.com/2007/08/appunti-di-viaggio-morbegno-colico.html
Il libanese, convince, speriamo nella migliore maniera, Sabrina a partecipare alla gita, finalmente ne combina una giusta, una volta tanto.
Ci troviamo in Stazione Centrale in perfetto orario e ci rechiamo alle mitiche macchinette gialle per i biglietti.
Qui abbiamo una sorpresa, la macchinetta gialla ci propone il biglietto solo fino a Colico e non Morbegno, come da nostro programma, mi ricordo di aver letto sul sito delle FS un avviso di lavori in corso e che alcune corse sono limitate a Colico altre a Morbegno e la nostra doveva terminare a Morbegno.
Decidiamo di fare il biglietto fino a Colico e poi si vedrà, comunque Sabrina se ne esce con un commento tecnico sull'impostazione del Sw delle macchinette gialle; in altre parole il sw è come quello realizzato da Libanese, è predisposto ma non attivo !
Cominciamo bene :)
Saliamo con tutti i nostri biglietti, andata/ritorno/bici al seguito e sistemiamo le bici nella pilotina, dove incrociamo una coppia agguerrita che sciorina informazioni su siti web dedicati al ciclismo da diporto, e noi rispondiamo col nostro sito http://www.curiosandi.com/ , alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi.
Il viaggio procede senza intoppi, il libanese scatta foto a ripetizione col suo palmare tecnologico, le vedremo mai? Chi lo sa?
La controllora, femminile di controllore, ci conferma che il nostro treno termina a Morbegno, e che per il biglietto alle macchinette gialle deve esserci stato un problema informatico; noi guardiamo il libanese, di sicuro il sw è stato sviluppato da un suo allievo.
A Morbegno scendiamo con calma dal treno e cerchiamo un bar dove fare colazione, il libanese domanda ad un locale che ci indica un bar da favola, il nome non lo riporto, sarebbe pubblicità, per chi volesse può scrivere per info alla casella mail: info@curiosandi.com , non chiedete al libanese, non se lo ricorderà di sicuro.
Rifocillati e con Sabrina " a la tête du peloton " procediamo alla ricerca della ciclabile dell'Adda che ci porterà poi a Colico, tappa intermedia della nostra gita.
Finalmente imbrocchiamo la ciclabile, e via di gran carriera verso Colico; devo dire che Sabrina pesta sui pedali e tiene alta la media, il libanese arranca ma tiene duro.La ciclabile è molto bella, ben segnalata e scorre per la maggior parte sul terrapieno del fiume e non incrociamo mai strade se non per brevissimi tratti.
Un percorso che vi consiglio caldamente.
Sulla ciclabile incrociamo molti ciclisti e cicliste, queste tutte in bikini, e noi rimarchiamo a Sabrina questa cosa, lei non si scompone e ci dice che ha dimenticato il costume a casa.
Finalmente arriviamo a Colico, qui all'ingresso del paese, ci fermiamo ed il dorico fa il bagno. Bell'acqua fresca e limpida, sembra anche non inquinata, almeno da quanto viene riportato sul sito :
http://www.ministerosalute.it/balneazione/risultatoRegione.jsp?CodReg=030
Il libanese e la Sabrina approfittano per prendere un po' di sole.
Ci rechiamo sul lungolago di Colico, dove fervono i preparativi per una festa e ci sono numerose bancarelle con generi alimentari e non; noi siamo attratti da qulle alimentari, è naturale, e diamo un occhio per vedere cosa ci interessa maggiormente.
Decidiamo il posto dove mangiare e ci sediamo pronti a gustare il nostro pasto, che risulta a base di pizzoccheri preceduto da un antipastino misto; tutto sommato ci possiamo ritenere soddisfatti.
Facciamo le nostre spese alle bancarelle, miele , toma e salame misto d'asino e suino, chiaramente non disdegnamo, prima dell'acquisto gli assaggi di rito!Alla fine riprendiamo a pedalare, era ora, lungolago e poi ciclabile per Piona, anche questa in vie a scarso traffico locale.
Fine della ciclabile, ci immettiamo sulla strada per Lecco, per fortuna anche questa non troppo trafficata grazie alla realizzazione della superstrada Lecco Colico.
Pedaliamo senza troppa fretta, i pizzoccheri si fanno sentire, la strada per il momento è pianeggiante e non ci crea difficoltà di sorta.
Ma, c'è sempre un ma, incontriamo due salitelle che ci portano al bivio per Piona, la prima viene affrontata alla grande con Sabrina che sfodera un'andatura " endanger " e poi però arriva il colle " hors catégorie " che determina lo sfoltimento del gruppo in maniera significativa, infatti abbiamo il libanese che accusa un significativo " retard du peloton " calcolato su svariati minuti.
Ma chi se ne importa, tanto mica dobbiamo vincere il Tour!
Come recita la prima legge Galbani, " dopo le salite ci sono le discese ", ci troviamo davanti ad una pedabilissima discesa che infiliamo con gioia e ci troviamo a Dorio, dove al dorico tornano alla mente antichi ricordi di gite passate, chiedere a Ciccio.
Tappa per visita culturale a Corenno Plinio, dove visitiamo la chiesa di S.Tommaso, le Arche Andreane, e il castello ( sola dall'esterno ), inoltre scendiamo per le scalette che conducono al porto, non vi dico la felicità del libanese nel percorrere le scalette, soprattutto pensando alla salita successiva.
Comunque, il paese vale una visita, e i vicoli stretti e in pendenza sono molto suggestivi come il piccolo porto baciato dal sole, a mio avviso una bella immagine.
Via pedalando pedalando, passiamo per Dervio, anche qui il dorico si ricorda di una gita trekking con pranzo in spiaggia, a dire il vero si ricorda poco del pranzo e un po' meno del trekking, ma di alcuni particolari locali, diciamo.
Ormai ci siamo, giungiamo a Bellano, meta della nostra gita e dove dobbiamo prendere il treno per Milano.
Arriviamo con un po' di anticipo e si decide di visitare l'Orrido di Bellano, il libanese ed il dorico l'avevano già visitato in precedenza, naturalmente Carlo non se ne ricorda, ma accompagnamo Sabrina che non l'ha mai visto.
L'orrido è suggestivo, vale sempre la pena visitarlo, poi questa volta , dopo le pioggie dei giorni precedenti, i getti d'acqua sono imponenti e suggestivi, uno spettacolo da godersi in tranquillità, da notare la temperatura, fuori c'erano almeno 32° mentre nella stretta gola saranno stati 19/20° al massimo, una goduria!
All'uscita Sabrina riceve una telefonata dall'ufficio, è il prode Spatone che la cerca per un consulto, e qui i due parlano di parametri, di riavvio di server etc; dopo un po' di questi ameni discorsi facciamo notare a Sabrina che forse è meglio recarci in stazione, il treno non aspetta!Stazione, fatichiamo non poco a collegare i manifesti sulle modifiche orari determinate dai lavori previsti per il mese di agosto 2008 ed il monitor che non riporta il nostro treno, alla fine domandiamo al bar che ci conferma la presenza del treno sul binario due e lì ci rechiamo col nostro carico di stanchezza e di biciclette.
Sabriana sente nuovamente Spatone per un ulteriore consulto, che si dovranno dire di tanto interessante sui restart dei server non lo capiamo, finalmente arriva il treno e, come sempre il brivido di non sapere mai dove sia posizionata la pilotina per il trasporto delle biciclette.
Come volevasi dimostrare, noi siamo in testa e la pilotina è in coda, vai sfrecciamo a tutta birra sul marciapiede verso la coda del treno e carichiamo le nostre bici senza problemi.
Viaggio di tutto riposo, dove abbiamo modo di vedere sul monitor del palmare le foto scattate dal libanese, alcune attraggono la nostra curiosità e chiediamo di spedircele via mail il giorno dopo, le vedremo mai? chissà?
Milano Centrale, decidiamo di finire la giornata in compagnia, ristorante cinese in Viale Abruzzi, il nome non lo riporto, sarebbe pubblicità, per chi volesse può scrivere per info alla casella mail: info@curiosandi.com ; comunque non male, anche il libanese concede la sua approvazione e dovete sapere che è molto ma molto esigente.
Okkey, anche questa è fatta, alla prossima avventura, ciaoooooooooooooo.

Sempre avanti
Pietre miliari


La Sabrina al telefono con l'ufficio, Spatone, che risolve un problema di parametri

APPUNTI DI VIAGGIO - BICI A DOMODOSSOLA 13 AGOSTO 2006

GRANDE GITA IN BICICLETTA A DOMODOSSOLA - 13 AGOSTO 2006

Gita in bici di mezzo agosto, si parte da Pallanza con meta Domodossola.
L'idea è qualla di risalire il fiume dal lago Maggiore fino alla stazione di Domodossola e breve visita alle vestigia della Linea Cadorna.
Appuntamento alle mitiche macchientte gialle della stazione di Porta Garibaldi a Milano per ildorico, pablo e Silvia. Ilcompagnogiorgio salirà a Gallarate.
Senza intoppi arriviamo a Pallanza e ci dirigiamo verso Mergozzo dove sostiamo per le foto di rito sul lungo lago alle falde dell'olmo secolare.

L'olmo secolare sulla piazza di Mergozzo


Panorama sul Lago di Mergozzo

Il compagnogiorgio



Due partecipanti


Foto ricordo sul Lungo Lago di Mergozzo
Riprenidmao la gita con ilcompagnogiorgio che si mette a la tête du peloton e tiene alto il ritmo della gita.

Il gruppo in fuga





La Linea Cadorna
Sostiamo presso alcune vestigia della Linea Cadorna.

Down Town Domodossola
Finalemente arriviamo a Domodossola dove ci concediamo il gelato ed una breve vasca down town.
Ormai è ora di rientrare, tappa finale la stazione dove carichiamo le nostre bici sulla pilotina e poi , via per Milano!




Bici in treno



La Stazione di Domodossola

APPUNTI DI GITA IN BICI - LAGO AMAGGIORE - 07 AGOSTO 2005

GITA IN BICICLETTA DA LUINO A PALLANZA - 07 AGOSTO 2005


Uscita oceanica pre-ferie in bicicletta.
Ci si trova alle macchinette gialle della Stazione di Porta Garibaldi a Milano, il primo gruppo, dovevano esserci anche Puppino e Katia, il secondo gruppo, ilCompagnoGiorgio, a Gallarate.
Per un disguido Puppino e Katia lisciano l'appuntamento a Porta Garibaldi e puntano direttamente su Gallarate.
A questo punto siamo tutti, con un po' di affanno, am al completo.
L'organizzazione prevede un bel giro da Luino a Pallanza, quindi costeggiando tutta la sponda nord del lago Maggiore con escursione in territorio elvetico.
Quindi passiamo da maccagno, Muralto, Locarno ed Ascona.
Poi in Italia da Cannobio, Cannero, Intra e finalmente Pallanza.
Poi treno per Milano!!

ilibanese ed IlCompagnoGiorgio
Si controllano i pneumatici


Puppino ed illibanese in formato meccanici di Formula 1

ilibanese ed IlCompagnoGiorgio, in territorio elevtico




Katia in ritardo sul peloton



Foto di gruppetto


Pranzo in locale vicino a Locarno, Muralto per l'esattezza.



Rastrelliera di biciclette sulla piazza di Locarno.

Piazza di Locarno, siamo in periodo di festival del cinema.


Castello Visconteo di Locarno




il libanese ad Ascona.



Qui siamo ad Ascona.



Castelli di Cannero
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