 |
20071014_canzo_civate |
Breve riassunto del fine settimana: Mario ci da forfait venerdì sera alle 20:00; febbre a 38° e mal di gola!
Ci sentiamo con Ciccio, e cerchiamo di organizzare qualcosa di alternativo. Purtroppo tutti i dati relativi a gite, appunti etc li avevo memorizzati sul pc dell'ufficio, e, nemmeno a farlo apposta quello di casa in questo periodo è out. Allora, cerco di andare a memoria, e propongo questo percorso: Canzo, Monte Cornizzolo, Rifugio SEC, San Pietro al Monte,Civate. Dico a Ciccio di provare a mettere giù un percorso ma, visto che è innamorato o in ufficio lo fanno disperare, non si ricorda nulla.
Tagliamo la testa al toro e decidiamo di vederci in Cadorna alle ore 08:40 e poi via per l'avventura. All'appuntamento Ciccio si presenta col libretto dei rifugi e, come a scuola, cerca di far vedere di aver studiato qualcosa, ma con scarsi risultati. Alla fine decidiamo per la gita di cui sopra, Stazione Cadorna piena di gruppi con zainetti sulle spalle e scarponcini da trekking ai piedi, salivano su tutti i treni in partenza, gruppi verso Gemonio per castagnate e uno con tanto di suorine in testa per Canzo, da citare sul treno anche gruppi di due / quattro persone attrezzatissimi e con giornale al seguito, sembravano più pronti per andare in ufficio che a trascorrere una giornata in montagna!
Viaggio per Canzo tranquillo con cicaleccio in sottofondo e studio del nuovo 'mostro' tecnologico acquistato da Ciccio venerdì scorso. Ma di questo vi parlerà lui, prima o poi, io non dico nulla! Scendiamo a Canzo con le suorine ed una torma di ragazzini con genitori al seguito, gruppetti di vecchi e giovani escursionisiti e prendiamo la strada per il Monte Cornizzolo, rifugio S.E.C. (Marisa Consiglieri) , San Pietro al Monte, Civate. La prima parte la strada la percorriamo con i vari gruppi di gitanti e ci superiamo a vicenda, il gruppone con le suorine ed i bambini riusciamo a distanziarli al primo bar, dove loro si fermano per fare merenda, mentre gli altri li lasciamo indietro una volta che imbocchiamo il sentiero per il Monte Cornizzolo, si vede che è poco amato dai nostri compagni di avventura. Saliamo all'inizio per un sentiero tra alberi di castagno e con ampie giravolte arriviamo ad una radura dove il panorama cambia, adesso ci accompagnano dei lecci e betulle, procediamo piano piano e raggiungiamo un balcone che si apre sul lago di Segrino e di Civate sulla sinistra, mente vediamo la cittadina di Canzo stendersi placidamente sulla destra. Siamo al bivio per Eupilio procediamo verso un altro balcone dove troviamo il cartello per il Monte Cornizzolo dato a 15', ormai è fatta. Da questo punto erta finale bella 'in piedi' e alla colma traggiungiamo la cima del Cornizzolo dove è dislocata una grande Croce con i vari cartelli di rito, siamo a 1240 metri sul livello del mare, quindi i nostri mille metri di dislivello li abbiamo fatti anche questa domenica. Panoramo bello, peccato una intensa nebbia che ci oscura i Corni di canzo ed il Monte Rai, vediamo solo la valle e, subito sotto di noi, il bianco rifugio S.E.C.Sulla vetta, Ciccio importuna due ragazzine con la solita scusa della foto, usa anche il vecchio trucco di lasciare per terra il libretto dei rifugi con l'intento di farsi richiamare dalle ragazzine, ma queste dopo lo scatto e la riconsegna del libretto, fuggono di gran carriera. Rimangono solo tre gitanti di Inverigo che ci raccontano le loro vicissitudini abitative e familiari, prima a Milano poi in Brianza etc; noi diciamo di avere un collega di Inverigo e loro affermano di conoscerlo, come è piccolo il mondo! Ci salutiamo e ci diamo appuntamento al Rifugio. Scendiamo ed entriamo, Ciccio fa melina e tituba, se prendere da mangiare o consumare i panini, io dico che vale la pena sentire cosa c'è di buono.
http://www.rifugi-bivacchi.com/rifugio.cfm?id=217La situazione contingente ci mette tutti d'accordo, il pasto viene servito alle 12:30, ed è finito tutto, possono darci solo panini! Evvai mai una gioia, contrattiamo un mezzo di rosso e due caffè, in questo modo ci abbuonano l'euro che viene richiesto a chi consuma il pranzo al sacco all'interno del rifugio, alla faccia di babilonia e di tutti i babilonesi! Mangiamo su un tavolaccio ed attorno a noi ci sono molti escursionisti in avanti con l'età, che dopo aver mangiato si mettono a giocare a carte, che tempi mi sembra di essere tornato indietro nel tempo! Dopo un po' ci prepariamo ed usciamo per concludere il percorso, rintracciamo il nostro sentiero, che dovrebbe essere il nr. 10, verso San Pietro al Monte e poi il paese di Civate. Dopo un po' troviamo il cartello indicatore con il nr. 11 ed indicazione Civate, ci viene un piccolo dubbio, ma proseguiamo imperterriti, tanto dobbiamo scendere. Ad un certo punto vediamo il complesso monastico sopra di noi; conveniamo che abbiamo sbagliato sentiero, ma non riusciamo a capire dove sia avvenuto l'errore, ci penseremo dopo.
Per non sapere ne leggere ne scrivere, facciamo una cosa che non si dovrebbe mai fare, abbandoniamo il sentiero e ci inoltriamo nel bosco, fortunatamente dopo un po' troviamo un altro sentiero che sale, e riprendiamo la strada per la Chiesa.A ppena giunti, scorgiamo il cartello del seniero nr. 10 per il Monte Cornizzolo, evvai, anche questa volta abbiamo percorso un sentiero diverso! Entriamo nel prato del complesso e troviamo gruppi e gruppi di adulti e bambini, infatti la meta di San Pietro è nota per questo genere di frequentatori :)(Angelolinsubrico , per cortesia non commentare )
Visitiamo la Chiesa,
http://www.amicidisanpietro.it/ guidati da un volontario, che ci spiega approfonditamente ogni ambiente e ci fa visitare anche l'edificio posto al di fuori del complesso. Alla fine della visita prendiamo la mulattiera e scendiamo a valle, incontriamo la fine/inizio del sentiero nr. 11, quello che avevamo lasciato in precedenza e cerchiamo di raggiungere la stazione di Civate. Sulla vecchia provinciale vediamo una fermata dell'autobus, e leggiamo che 'l'accesso alla vettura è consentito solo a passeggeri muniti di biglietto acquistato a terra'; in altre parole ' i biglietti prima', come aveva detto il nostro amico di Faggeto Lario! Corsi e ricorsi storici! Abbandoniamo l'idea dell'autobus e andiamo diretti alla stazione di Civate, sperando nel treno, da notare che non abbiamo potuto verificare gli orari prima di partire. Qui, ambiente a dire poco decadente, senza nemmeno un orario aggiornato, troviamo una bacheca con l'orario dal 10 dicembre 2006 al 9 giugno 2007! Teniamo duro, cerchiamo di interpretarlo e troviamo un'unica possibilità di uscita dalla situazione in cui siamo, un treno alle 18:29 per Lecco, l'unico che risulta circolante nei festivi, gli altri 'NON CIRCOLANO NEI GIORNI FESTIVI'! Siamo molto perplessi, cerchiamo di raggiungere Mario ed il fratello di Ciccio tramite SMS per farci controllare su internet l'orario corrente, ma non abbiamo fortuna. Alle 18:25 , il segnale rosso in direzione Lecco, comincia a lampeggiare, avviso subito Ciccio e tutti e due speriamo, nel profondo dei nostri cuoricini, che sia il segnale dell'arrivo del treno. Infatti eccolo apparire in lontananza, lo sentiamo fischiare allegramente annunciando il suo arrivo! Che gioia, vederlo, sentirlo arrivare e captare il cigolio dei freni sulle rotaie, che poesia!
P.S.1 Colgo adesso il passo di Robinson Crouse quando vede in lontananza la nave che accosta all'isola in cui risiede da lungo tempo! Bene, via verso Lecco, senza biglietto, e dove mai avremmo potuto comprarlo? Il nostro senso civico ci spinge a cercare un controllore, di cui non troviamo nemmeno l'ombra, a questo punto aspettiamo il termine del viaggio, l'arrivo nella stazione di Lecco e la coincidenza per Milano. A Lecco ci procuriamo il biglietto e ci mettiamo sul marciapiede in attesa della coincidenza. Nemmeno a farlo apposta, al sopraggiungere del treno, pieno all'inverosilmile di gitanti e pedolari settimanali, da un finestrino mi sento chiamare, è Barbara che rientra a Milano con la pupa, la raggiungiamo e facciamo il viaggio in compagnia! Il mondo è proprio piccolo! A questo punto finisce l'avventura, alla prossima! ciao!
P.S.2: Ciccio e' proprio innamorato... l'album fotografico di questa gita ha come titolo "Da Chiasso a Civate". Pensava di essere in Svizzera...
Per questa volta dovete portare pazienza, e per ben due motivi:
1. il capo blog si e' dato alla macchia, per cui per la prima volta pubblico io gli appunti di viaggio.
2. non ho partecipato alla gita!
E ora veniamo alla cronaca della giornata (a cura del Grande Chenio).
Domenica 20071007
Andiamo per ordine, escursione organizzata un po' all'ultimo momento, ma tutto sommato riuscita bene! Recuperiamo una proposta di trek su internet e partiamo per l'avventura.Treno delle Nord e battello.
La giornata incomincia in un modo strano, alla biglietteria di Cadorna chiediamo il biglietto Milano - Moltrasio A/R; la cassiera risponde laconica: 'Non lo raggiungiamo'. Ciccio, ripete, Milano - Moltrasio A/R, nel senso Treno fino a Como e battello per Moltrasio. La cassiera risponde laconica: 'Allora dovete andare a Como!' Ciccio, qui perde le staffe.
Apro una parente: devo dire che da qualche settimana Ciccio manifesta strani comportamenti, o è innamorato o al lavoro lo fanno disperare, vedremo in seguito!Chiudo la parente.Dopo una discussione di 10' con la cassiera con Ciccio che le spiega il regolamento delle Ferrovie Nord e tutte le combinazioni di biglietti che abbiamo richiesto negli ultimi due anni, decidiamo di fare il biglietto A/R per Como e di acquistare il biglietto per il battello all'imbarcadero di Como!A Bovisa, troviamo Ilmioamicochiassoso e Antonelladilorenzo che si aggiungono a noi, a questo punto siamo al completo.
Devo dire, per onere di cronaca, che Rosa alle 07:15 ha dato forfait accusando un mal di schiena, quindi lei e Pablo non saranno della partita.All'imbarcadero troviamo un gruppo di 15/20 persone con tanto di guida che prendono il battello per Torno, il gruppo è vario e chiedo alla guida il loro itinerario: Torno, Palanzone,Pognana Lario. Lo memorizzo, potrebbe tornarci utile per un prossimo futuro. Durante la navigazione Ciccio si studia l'orario della Navigazione Governativa Laghi, e commenta e ci domanda quale dovrebbe essere la differnza tra battello, traghetto e servizio veloce. Alla fine decidiamo che sul lago ci sono battellitraghettinatantinavette che effettuano il servizio di navigazione e che non c'è nessun legame tra corse,natanti ed orari. Secondo me è più facile per Prodi mettere d'accordo la sua coalizione che risolvere questo quesito!
Riapro una parente: devo dire che da qualche settimana Ciccio manifesta strani comportamenti, o è innamorato o al lavoro lo fanno disperare, vedremo in seguito!Richiudo la parente.Arriviamo a Moltrasio, appena sbarcati scorgiamo un bellissimo bar fornito di splendide torte, qualcuno ne approfitta a mani basse, ed ho detto tutto!Studiamo una cartina e partiamo per la gita. In modo abbastanza facile troviamo la nostra mulattiera e la percorriamo senza intoppi fino al cimitero di Urio da dove inizia la salita, ciumbia come la rampa!Si sale piano piano, ma alla fine raggiungiamo il bel paese di Monti di Urio, molto carino ed ordinato e in lontananza ne vediamo un altro di cui non sappiamo il nome, lavoro per Ciccio e Google earth (
http://earth.google.com/intl/it/).
Chiediamo ad un 'indigeno' la strada ed il tempo per il Rifugio Bugone (
http://www.sistemalagodicomo.it/rifugi.php?id=1), che Ciccio ed io conosciamo bene, e riprendiamo senza indugio il percorso, molto bello in questo tratto, si passa un prestigioso castagneto secolare, poi si riprende la salita con la mulattiera. Giungiamo alla fine al rifugio Bugone, che delusione, è chiuso, i gestori sono a Rovenna per una sagra, peccato già mi prefiguravo il mezzo di rosso e torta di mele come dessert, sarà per la prossima volta. Consumiamo il pranzo al sacco sui tavolini con vista lago, nel periodo di sosta siamo raggiunti da due distinti gruppi di MTB tutti e due forti di sette unità, tutti formati da persone di lingua tedesca e con presenze sia femminili che maschili, questi svizzeri sono di un'altra razza!Scattiamo delle foto al panorama e nel frattempo si avvicina una Losanna con annesso ragazzo di lingua tedesca, che cortesemente ci chiede se voglimao una foto di gruppo, e velocemente ce la scatta. Pensierino, rideva come launzinker in striscia la notizia e redarguiva il fidanzatodi linguatedesca come una napoletana, ormai le donne si sono proprio emancipate! Dopo queste considerazioni spicciole riprendo il racconto e chiudo il pensierino. Piccolo consulto se prendere la mulattiera sotto iò faggio oppure seguire le indicazioni prese su internet, alla fine decidiamo per la seconda ipotesi. Si scende per la mulattiera, ripassiamo presso il castagneto e poi prendiamo per il borgo di Monti Liscione, del tutto simile al gruppo di case attraversate in salita.
La mulattiera ci porta a Moltrasio in breve tempo senza scossoni, al paese veniamo fermati da un moltrasino che in breve ci attacca un bottone raccontandoci tutte le sue attività e la sua organizzazione giornaliera, cogliamo l'occasione per chiedere informazioni sul clima e sulle attività lavorative di Moltrasio, l'unica cosa che dimentichiamo è quella di chiedere se ci siano case/appartamenti in vendita, il posto è veramente bello. Caffè di mezzo pomeriggio e poi bivacchiamo nella sala di attesa dell'imbarcadero, dove Ciccio si studia tutto il prospetto prezzi della Navigazione Governativa Laghi, noi abbiamo dei mancamenti e dei giramenti di testa, ripeto quanto detto supra.
Triapro una parente: devo dire che da qualche settimana Ciccio manifesta strani comportamenti, o è innamorato o al lavoro lo fanno disperare, vedremo in seguito!Trichiudo la parente.Viaggio tranquillo sul battello/traghetto/natante/zattera/barca fino a Como, dove all'ingresso del Porto rischiamo di speronare un pedalò, per fortuna lo schiviamo, tutto va per il meglio.Scendiamo a terra e ci gingilliamo per Como, poi stazione e viaggio di ritorno per Milano.Tutto sommato una bella gita, a mio avviso congiungerei in un giorno le due effettuate precedentemente e per la precisone:partendo da Cernobbio (vedi
http://egctc.blogspot.com/2007/09/appunti-di-viaggio-cernobbio-cernobbio.html ), tappa al Rifugio Bugone e poi discesa per Moltrasio (vedi
http://egctc.blogspot.com/2007/10/7-ottobre-trekking-moltrasio-monti-di.html), sarà per un'altra volta.
GITA IN BICI LAGO MAGGIORE 10 SETTEMBRE 2006
Questa volta ci siamo lasciati convincere da un articolo del giornale che sponsorizzava un percorso in bici a ridosso di Stresa.
Il percorso era bello, ma solo per ciclisti allenati, ma questo l'abbiamo scoperto dopo!
Andiamo per ordine.
Treno da Stazione Porta Garibaldi a Baveno, con breve visita alla ridente cittadina rivierasca.
Stazione di Baveno.

Downtown Baveno.

Lungo lago di Baveno


Una foto della Cima Coppi, ci voleva, da notare la vecchia targa del Touring Club.

Poi finalmente arriviamo a Stresa, dove ci accingiamo a scatatre le foto di rito.


Ciccio sl lungo lago di Stresa.Dimenticavo, qui Ciccio viene abbordato da una indigena, femminile di indigeno, ma la cosa finisce in gloria!!!

L'immancabile foto ricordo degli Alpini

Panorama dell'Isola Bella.

E poi si rientra a Milano!